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Taranto (TA)

Capoluogo dell'omonima provincia in Puglia e secondo comune della regione per popolazione, Taranto si affaccia sul Mar Ionio e si trova in una zona pianeggiante circondata da nord ovest fino ad est dall'altopiano delle Murge. La città è conosciuta anche come "città dei due mari", essendo bagnata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo. È sede di un grande porto industriale e commerciale e di un arsenale della Marina Militare Italiana, nonché della maggiore stazione navale. Diventata provincia autonoma nel 1923, Taranto ebbe un ruolo importante già nella Prima Guerra Mondiale quando fu scelta come base dalle flotte navali italiana, francese e inglese. La difficile situazione economica del primo dopoguerra fu aggravata dalle azioni di violenza squadrista del Fascismo che comportarono la distruzione delle sedi sindacali e le forzate dimissioni delle amministrazioni comunali socialiste in due centri importanti della provincia: Castellaneta e Massafra. L'attività clandestina antifascista proseguì comunque durante tutto il ventennio e numerosi furono i processi del Tribunale Speciale: tra il 1926 e il 1943 furono ben 106 le ordinanze di confino. L'ascesa al potere di Benito Mussolini e del Fascismo, però, condussero anche alla ripresa dei lavori nell'Arsenale e nei Cantieri Navali per la riparazione e la costruzione delle navi destinate alle guerre coloniali e ad un nuovo sviluppo della città dal punto di vista urbanistico. Nel 1937 vennero completati i lavori di costruzione del Palazzo delle Poste e della Casa del Fascio. Furono inoltre costruite numerose case di edilizia popolare nel Borgo Antico, nuovi stabilimenti balneari sorsero sul lungomare, e nella centrale Piazza della Vittoria venne costruito il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e, soprattutto, con l'inizio delle operazioni italiane in Africa e della Campagna di Grecia, il controllo del Mediterraneo divenne un fattore di primaria importanza per le potenze coinvolte nel conflitto e, in particolare, per la Gran Bretagna impegnata contro le truppe italiane su entrambi i fronti. Per la sua posizione, Taranto aveva un ruolo strategico e, infatti, dopo il 10 giugno 1940, furono concentrate nel Mar Piccolo le navi da guerra della Regia Marina. La popolazione lentamente abbandonò la città per timore dei bombardamenti, trovando rifugio nei paesi della provincia. Nella notte tra l'11 e il 12 novembre 1940, nota come la "notte di Taranto", due squadriglie di aerosiluranti Swordfish decollati dalla portaerei britannica Illustrorius attaccarono in due ondate le sei corazzate italiane presenti nel porto: la "Conte Cavour" fu affondata, mentre la "Littorio" e la "Caio Duilio" furono danneggiate. Le tre corazzate superstiti furono trasferite nei porti di Napoli e La Spezia, più sicuri ma più lontani dal principale teatro di operazioni militari. Questo attacco aeronavale alla base italiana di Taranto faceva parte della complessa Operazione M.B.8 (Mike-Bravo 8), realizzata dalla Royal Navy, e provocò la morte di 52 persone. Alcune bombe caddero anche nella zona dell'ospedale civile, causando vittime tra la popolazione. Taranto fu liberata il 9 settembre 1943 dalla 1^ Divisione aviotrasportata inglese. Da quel momento la città fu segnata dalla presenza angloamericana, dal permanere tra la popolazione civile di gravi problemi di sussistenza, e dalla presenza di molti soldati reduci che affollarono i vari campi sosta.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Vito Paticchia (a cura di), Percorsi della memoria. 1940-1945: la storia, i luoghi, con la collaborazione di Paolo Zurzolo, Clueb, Bologna 2005;
  • sito ufficiale del Comune di Taranto.

Fonti
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