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Paolo Diena
Nato a Torino (TO)

il   16/12/1921

Morto a Inverso Pinasca (TO)

il   11/10/1944

Paolo Diena nasce a Torino il 16 dicembre 1921.

Secondo figlio di Giuseppe, noto medico ebreo torinese che sarà poi deportato dai tedeschi e ucciso in un campo di sterminio, Paolo era laureando in medicina a Torino quando, dopo l’8 settembre 1943, interrompe gli studi e insieme al fratello Giorgio si unisce ai partigiani della Valle Pellice, dove mette la sua preparazione scientifica al servizio dei partigiani e dei montanari del luogo.

Con il nome di battaglia “Paolo Sala”, entra in quella banda dalla quale si sarebbe poi formata la V Divisione Alpina GL “Sergio Toja”, e successivamente, nella primavera del 1944, il “dottore dai capelli rossi”, come lo chiamano tutti, si sposta in Val Chisone diventando l’ufficiale medico della I Divisione Alpina Autonoma “Adolfo Serafino”.

A Laval, all’inizio della Val Troncea, nella vecchia casa parrocchiale, riesce a costituire un ospedaletto da campo dove vengono ricoverati i feriti più gravi: si tratta di capanne di rami e fascine di legna tenute insieme, per mancanza di corde, da bende di garza, e come “tetto” uno spesso strato di foglie.

Durante i rastrellamenti dell’agosto 1944, che scompaginano il dispositivo partigiano delle valli del Chisone e della Germanasca, Paolo Diena, esponendosi a gravissimo rischio personale, riesce a portare in salvo i feriti affidati alle sue cure, celandoli in grotte ed anfratti e approvvigionandoli per lungo tempo.

Nell’ottobre del 1944, mentre i nazifascisti si preparano ad altri rastrellamenti nella zona, Paolo Diena decide di accompagnare sino all’ospedale di Torre Pellice, per farlo medicare convenientemente, un partigiano suo amico, Remo Raviol, gravemente ferito all’occhio sinistro da una scheggia di granata. Accompagnato il ferito, che aveva gli occhi bendati, per i sentieri della montagna sino a destinazione, Paolo torna in valle e si ferma per la notte, con altri partigiani, in un rifugio di Cotarauta, sopra Inverso Pinasca. Al mattino vengono sorpresi da una pattuglia tedesca: nel tentativo di fuga Paolo viene abbattuto con due colpi di fucile. È l’11 ottobre 1944.

Il fratello di Paolo, Giorgio Leone Diena – che si distinse nella Resistenza come comandante di distaccamento e poi come commissario della Brigata “R. Besana” della II Divisione Alpina GL del Cuneese – ha avuto modo di ricordarlo così: «Era un giovane di grande umanità. Non era salito in Val Chisone per fare la guerra (era un obiettore di coscienza), ma per aiutare e prestare assistenza ai feriti. Per questo divenne mitica la sua infermeria. Di solito i ricoverati erano 10-12. Non solo bisognava tenerli puliti per evitare le infezioni, ma anche pensare a procurarsi il cibo occorrente. Difatti sovente Paolo cercava fin nella piana medicine e alimenti».

Dopo la Liberazione l’Università di Torino ha concesso a Paolo Diena la laurea “ad honorem” in Medicina e la Presidenza della Repubblica lo ha insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Nel comune di Inverso Pinasca, una lapide ricorda: “Su questi monti / al compimento ormai / di un ultimo atto / di fraterno solidale amore / PAOLO DIENA / combattente della libertà / suggellava / con il dono di se stesso / la luminosa giornata della sua vita terrena”.

Bibliografia e approfondimenti:


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