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O.v.r.a.

L'O.v.r.a. era la polizia segreta del regime fascista italiano. Istituita nel 1926 dalle Leggi Fascistissime per volontà dello stesso Mussolini, fu organizzata nel 1927 dall'allora capo della Polizia di Stato, Arturo Bocchini, ed era impegnata non solo contro gli oppositori, ma anche nel controllo dell'intera società italiana.

Lo scopo che Bocchini si era prefissato quando gli fu affidata la direzione dell'O.v.r.a. era la creazione di una rete di informatori e delatori, in Italia e all'estero, contro gli esponenti e le organizzazione dell'Antifascismo. L'O.v.r.a., dunque, si occupava di movimenti, stampa, associazioni sovversive e di stranieri; si articolò territorialmente in vari ispettorati che nel 1941 raggiunsero il numero di undici ed era finanziata con stanziamenti segreti. Essa aveva la funzione di compilare le liste degli indiziati da sottoporre al Tribunale Speciale per la difesa dello Stato e le sue denunce erano lette personalmente da Mussolini. Nella sua attività l'O.v.r.a. fu affiancata da altri due uffici ad essa complementari: il Casellario Politico Centrale e l'Ufficio Confino Politico.

Il Casellario Politico Centrale, dove inizialmente venivano raccolti dati e informazioni su un numero sempre crescente di "sovversivi", fu in seguito implementato con la "cartella biografica" nella quale erano inserite, secondo formulari dettagliati, notizie attinenti alla cultura, alle attitudini e capacità professionali dei dissidenti, alle loro caratteristiche fisiche, psichiche e di carattere (eccitabilità, irritabilità, suggestionabilità, ecc.) e, infine, alle cosiddette "tendenze morali" che spaziavano dalla oziosità fino alle tendenze sessuali.

Il significato della sigla O.v.r.a. non è mai stato chiarito: Opera di Vigilanza e Repressione Antifascista, oppure Organizzazione Volontaria di Repressione Antifascista, oppure Organo di Vigilanza dei Reati Antistatali. Secondo quanto riferisce Guido Leto, l'ultimo dei capi di questo complesso apparato, sarebbe stato lo stesso Mussolini a coniare la parola come derivazione di "piovra" per indicare una polizia tentacolare che doveva tenere sotto controllo tutto il paese. Mussolini era convinto che il nome misterioso di O.v.r.a. "avrebbe destato curiosità, timore, senso di inafferrabile sorveglianza e di onnipotenza".

Bibliografia e approfondimenti:

  • Dizionario di storia, Bruno Mondadori Ed., Milano 1995;
  • Mimmo Franzinelli, I tentacoli dell'OVRA. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Bollati Boringhieri, Torino 2000;
  • Franco Tucci, Le polizie di Mussolini. La repressione dell'antifascismo nel Ventennio, U. Mursia Editore, Milano 2001;
  • Pierre Milza, Serge Berstein, Nicola Tranfaglia, Brunello Mantelli, Dizionario dei fascismi. Personaggi, partiti, culture e istituzioni in Europa dalla Grande Guerra ad oggi, Bompiani, Milano 2002;
  • Mauro Canali, Le spie del regime, Il Mulino, Bologna 2004.

Fonti
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