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Nalfa Bonini
Nata a Cadelbosco di Sopra (RE)

il   22/02/1923

Figlia di Epimio e Marianna Prandi, Nalfa nasce a Villa Seta di Cadelbosco di Sopra il 22 febbraio 1923. Partecipa alla Resistenza nel periodo compreso tra l’8 febbraio 1944 e la Liberazione, inquadrata nella Brigata Alleata. Trasforma la sua abitazione in casa di latitanza mettendola a disposizione di soldati sbandati e partigiani. Il 17 ottobre 1944 viene arrestata e condotta al carcere dei Servi dove è costretta subire snervanti interrogatori, percosse e torture.

Di seguito la testimonianza di Nalfa Bonini, tratta da Partigiane e patriote della provincia di Reggio Emilia di Avvenire Paterlini (Edizioni Libreria Rinascita, Reggio Emilia 1977):

“La nostra casa era casa di latitanza e di transito per i partigiani. Dopo l’arresto dei Cervi a fine gennaio 1944, la Lucia Sarzi fu incaricata di riunire i russi fuggiti dai Cervi (la casa dei 7 fratelli Cervi a Gattatico, n.d.r.), per avviarli in montagna, trovati nella zona di Campegine e li portò a casa nostra alla Gorna di Villa Seta. Da casa nostra due staffette di Novellara, Teresita Merzi e Dilva Davoli, li presero, li accompagnarono a Novellara e poi furono condotti in montagna. Fra i fuggiaschi russi vi era Nicolaj, il delatore: la nostra famiglia fu denunciata ai fascisti, i quali, piombarono a casa nostra la notte del 17 ottobre 1944, arrestarono me e mia madre e ci portarono direttamente al carcere dei Servi. In questo maledetto carcere fummo sottoposte a snervanti interrogatori, subimmo parecchie percosse e confronti, ma noi ci mantenemmo sempre sulla negativa dicendo che non conoscevamo nessuno e che non sapevamo nulla. Dopo alcuni giorni dal nostro arresto ci raggiunse anche la Lucia. Il 24 aprile 1945 fummo liberate dai partigiani.”


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