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Mario Appelius
Nato a Arezzo (AR)

il   29/07/1892

Morto a Roma (RM)

il   27/12/1946

Mario Appelius nasce ad Arezzo il 29 luglio 1892.
Fin da bambino manifesta vivo interesse per i viaggi e l’avventura tanto che, all’età di quindici anni, interrompe gli studi liceali e si imbarca come mozzo su una nave mercantile, da cui fugge per insofferenza della disciplina di bordo. Vagabonda tra Africa ed Estremo Oriente, esercitando vari mestieri che favoriscono la sua maturazione imprenditoriale, artistica e personale. In Egitto, a soli vent’anni, esordisce nel giornalismo collaborando al Messaggero Egiziano.
Tornato in Italia durante la Prima Guerra Mondiale, si arruola nella Marina.
Nel 1922 aderisce al Fascismo ed entra nella redazione de Il Popolo d’Italia: da questo momento in poi diventerà uno degli esponenti più in vista del giornalismo del regime, sia per la protezione di Mussolini, sia per la vivacità della sua prosa.
Il Popolo d’Italia, Il Mattino, La Nazione, La Gazzetta del Mezzogiorno, L’illustrazione Italiana, Augustea sono le testate giornalistiche per le quali Appelius scrive come redattore, collaboratore e corrispondente. Pubblica anche numerosi libri di viaggio e romanzi esotici che hanno larga popolarità.
Nel 1930 viene inviato a Buenos Aires per fondarvi Il Mattino d’Italia, che dirige fino al 1933. In seguito diventa corrispondente di guerra de Il Popolo d’Italia in Etiopia e Spagna.
Convinto fascista, nel 1938 è tra i sostenitori pubblici del Manifesto della Razza che precede la promulgazione delle leggi razziali fasciste.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Appelius diventa corrispondente dell’Agenzia Stefani in Polonia e in Francia; successivamente ottiene l’incarico, insieme a Giovanni Ansaldo, dei quotidiani commenti radiofonici ai “fatti del giorno”, poi raccolti in un volume del 1942 dal titolo Parole dure e chiare.
La sua attività giornalistica in questo periodo si adegua totalmente alle necessità propagandistiche del fascismo, anche ricorrendo ad una sistematica deformazione dei fatti bellici, nell’intento di esaltare la condotta di guerra dell’Asse e di impedire lo scoraggiamento del “fronte interno”.
Dopo la fine della guerra, Appelius viene processato per apologia del fascismo e condannato, fruendo poi dell’amnistia.
Muore a Roma il 27 dicembre del 1946.

Bibliografia e approfondimenti:

  • I dati biografici di Mario Appelius sono tratti dal Dizionario Biografico degli Italiani sul sito web della Treccani-Enciclopedia Italiana;
  • Livio Sposito, Mal d’avventura. La storia di Mario Appelius, viaggiatore irrequieto, giornalista e avventuriero, fascista per caso, Sperling&Kupfer, Milano 2002;
  • R. Canosa, La voce del Duce. L’Agenzia Stefani: l’arma segreta di Mussolini, Mondadori, Milano 2002;
  • Gianluca Frenguelli, Chiara Grazioli, La scrittura coloniale di Mario Appelius (1892-1946), in G. Frenguelli, L. Melosi (a cura di), Lingua e cultura dell’Italia coloniale, Aracne, Roma 2009.

Fonti
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