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Laura Bianchini
Nata a Castenedolo (BS)

il   03/08/1903

Morta a Roma (RM)

il   27/09/1983

Laura Bianchini nasce a Castenedolo, un piccolo centro vicino a Brescia, il 3 agosto 1903 da Domenico e Caterina Arici.
La sua è stata una vita da “cristiana militante” in ogni momento pubblico e privato. Fin dagli anni della giovinezza, infatti, Laura Bianchini si distingue come protagonista dell’Azione Cattolica, unica associazione giovanile non dipendente dal Partito Fascista che era rimasta dopo che il regime aveva escluso tutte le altre.

Diventa poi Presidente del Circolo Femminile Bresciano della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica), da cui nascerà il Movimento Laureati, fondato da Igino Righetti e Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI). E’ in questo contesto che matura progressivamente il suo antifascismo, che la porterà poi ad un impegno militante nella lotta resistenziale.
Laureatasi in Filosofia e Pedagogia, vive a Brescia le prime esperienze professionali come maestra elementare. Successivamente diventa preside dell’Istituto Magistrale e poi docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Ginnasio “Arnaldo” di Brescia. Collabora, inoltre, come segretaria di redazione della casa editrice cattolica La Scuola per la quale pubblica Il Focolare: antologia per le alunne della scuola media e il saggio L’educazione al senso sociale.

Dopo l’8 settembre 1943 Laura Bianchini partecipa alla lotta partigiana in molti e diversi modi, soprattutto mettendo a disposizione la sua casa per le prime riunioni del CLN di Brescia e per allestire una piccola tipografia in cui si stampano alcuni numeri di Brescia Libera, il foglio clandestino dal motto: “esce come può e quando può”, che verrà presto soppresso. A lei si devono, inoltre, numerosi scritti e testi per volantini clandestini, come quello intitolato “Ai nostri professori” nel quale invita gli insegnanti italiani a non aderire al nuovo governo della Repubblica Sociale Italiana, da poco costituita.
Sospettata e sorvegliata dalla polizia repubblichina, Laura Bianchini si trasferisce a Milano dove, ospitata dalle Suore Poverelle, si occupa dell’organizzazione dei soccorsi ai detenuti politici, ai perseguitati politici e agli ebrei, che spesso aiuta a raggiungere la Svizzera anche rischiando in prima persona.
Con gli pseudonimi di “Penelope”, “Don Chisciotte” e “Battista”, firma numerosi articoli per Il Ribelle, il giornale clandestino delle Fiamme Verdi, una formazione partigiana a prevalente orientamento cattolico, della quale la Bianchini entra a far parte dai primi mesi del 1944. I suoi articoli esprimono con passione le sue idee sulla libertà, sul concetto di persona e di ordine sociale, sulla vita come impegno, sulla corretta concezione e sul fondamento della democrazia.
Nell’aprile del 1944 viene chiamata a far parte del Comitato esecutivo ristretto che dirigeva la Democrazia Cristiana settentrionale nel periodo dell’occupazione tedesca.
Una volta finita la guerra, prosegue il suo impegno politico: viene designata membro della Consulta Nazionale dalla DC ed è fra le 13 donne che per la prima volta entrano a far parte di un’assemblea parlamentare. Nel 1946 viene eletta nella Costituente, dove i suoi contributi si legano soprattutto ai problemi della scuola e della donna. Nelle elezioni del 18 aprile 1948 viene eletta alla Camera dei Deputati nella corrente dei cristiano-sociali di Giuseppe Dossetti della Democrazia Cristiana e farà parte della Commissione parlamentare Istruzione e Belle Arti e della Commissione d’inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla.
Dal 1953 al 1973 Laura Bianchini torna all’insegnamento della storia e della filosofia in un liceo di Roma, città in cui si spegne il 27 settembre 1983.
Il Gruppo Promozione Donna della città di Brescia ha voluto rendere omaggio alla figura di questa donna istituendo nel 1989 il premio “Città di Brescia – Laura Bianchini”, assegnato a donne bresciane, di nascita o di adozione, particolarmente meritevoli per l’impegno in vari settori di vita, coerenti con valori umani e cristiani.

Bibliografia e approgondimenti:

  • C. D’Inzillo, Breve storia del movimento femminile DC, Rizzoli, Milano 1967;
  • Rachele Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, Baldini&Castoldi, Milano 1995;
  • AA.VV., Grande Enciclopedia della Politica. I protagonisti dell’Italia democratica. Le democristiane 1947-1954, EBE, Roma 1999;
  • M.T. Morelli (a cura di), Le donne della Costituente, Ed. Laterza, Roma-Bari 2007;
  • Rolando Anni, Dizionario della Resistenza bresciana, 2 voll., Editrice Morcelliana, Brescia 2008;
  • G. Moretti, Laura Bianchini, a cura di Elisabetta Selmi e Chiara Celiker, Fondazione Civiltà Bresciana, 2009;
  • C. Bianchi Iacono, Laura Bianchini, partigiana, membro della Consulta e della Costituente, dossettiana e professoressa, in www.camaldoli.org;
  • è possibile inoltre consultare le pagine web dedicate a Laura Bianchini nei seguenti siti: www.anpi.it; toponomasticafemminile.it e www.universitadelledonne.it;
  • per approfondimenti sul giornale clandestino Il Ribelle, è possibile leggere e scaricare i 25 numeri pubblicati tra il 1944 e il 1946 sul sito dell’Associazione Fiamme Verdi – Valle Camonica.

Fonti
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Laura Bianchini

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