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Ilario Tabarri
Nato a Cesena (FC)

il   03/04/1917

Morto a Brescia (BS)

il   27/04/1970

Ilario Tabarri nasce a Cesena il 3 aprile 1917.
Figlio di un bracciante di idee repubblicane, passa alcuni anni della sua infanzia in Francia, dove il padre è emigrato per lavoro.
Nel 1927 ritorna in Italia, affidato alle cure di un cugino della nonna, e nel 1936 frequenta a La Spezia un corso per ottenere il brevetto internazionale di radiotelegrafista.
Nell’agosto dello stesso anno espatria in Francia per ricongiungersi con il padre, ma, espulso dalle autorità francesi quale clandestino, si reca in Spagna per combattere i franchisti. Miliziano del Battaglione Garibaldi formato da antifascisti italiani, combatte a Cerro Rojo, Casa de Campo, Pozuelo Boadilla, Mirabueno, Majadohonda, Arganda e Guadalajara. In seguito, nominato sergente del 1° Battaglione della Brigata Garibaldi, si distingue anche in Estremadura e sull’Ebro.
Nel settembre del 1938, per decisione del suo partito, Tabarri lascia la Spagna e si trasferisce a Marsiglia, dove svolge una intensa attività antifascista, durata fino al dicembre 1941, quando viene arrestato dalla polizia francese.
Estradato in Italia e confinato sull’isola di Ventotene, riesce a tornare a Cesena solo dopo l’8 settembre 1943.
Qui diventa membro del Fronte Nazionale quale rappresentante del Partito Comunista e alla fine del 1943 viene incaricato dal Comitato locale del PCI di ricercare una zona montana nel cesenate in grado di accogliere una base partigiana. Il posto viene individuato nei pressi di Pieve di Rivoschio, a Sarsina (FC).
Con il nome di battaglia di “Pietro Mauri”, Tabarri diventa membro del Comitato Militare Romagnolo facente capo al CLN e, dalla fine di ottobre 1943 al 20 marzo 1944, è responsabile delle formazioni partigiane di pianura nella provincia di Forlì.
È in questo periodo, tra la fine di marzo e l’aprile del 1944, che Tabarri prende il posto di Riccardo Fedel “Libero” al comando della Brigata Garibaldi Romagnola. Ma l’aprile 1944 è anche il mese in cui la Divisione subisce un pesante rastrellamento che riduce l’organico da quasi duemila uomini a un’ottantina.
Nel giro di poco tempo la formazione viene ricostituita con il nome di 8^ Brigata Garibaldi “Romagna” e proseguirà nella lotta in stretta collaborazione con gli Alleati, fino alla Liberazione di Forlì (novembre 1944) quando sarà disarmata e sciolta per ordine degli Alleati stessi.
Sull’onda della vittoria e del prestigio, Ilario Tabarri verrà nominato dal CLN provinciale primo Presidente dell’Amministrazione Provinciale. Dal 1949 al 1952 sarà Segretario della Federazione Riminese del PCI e successivamente farà anche parte del Comitato Centrale del PCI.
Come sindacalista, reggerà la Camera del Lavoro di Brescia, per poi diventare Dirigente del Centro Studi della Federazione Internazionale Sindacale a Bruxelles.
Morto nell’aprile 1970, sulla sua figura si è aperto un grande dibattito, in particolare in relazione alle circostanze nella quali sarebbe avvenuto l’avvicendamento con il suo predecessore al comando della Brigata Garibaldi Romagnola e in relazione alle stragi compiute per rappresaglia dai nazifascisti nella seconda metà del 1944 nella zona sotto il suo comando.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Istituto Storico Provinciale della Resistenza-Forlì, L’8^ Brigata Garibaldi nella Resistenza, vol. I Documenti 1943-45, vol. II Catalogo dell’Archivio, Ed. La Pietra, Milano 1981;
  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, voll. I e II, Giulio Einaudi Editore, Torino 2001;
  • sezione Donne e uomini della Resistenza nel sito ufficiale dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Fonti
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