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Giacomo Notari
Nato a Busana (RE)

il   06/12/1927

Giacomo Notari nasce il 6 dicembre del 1927 a Marmoreto di Busana, sull’Appennino reggiano, in una famiglia di modesti contadini legata alla tradizione cattolica.
Orfano di madre all’età di 5 anni, da giovanissimo è testimone di diversi episodi di uccisioni di innocenti da parte dei fascisti.
A 17 anni, dopo l’8 settembre 1943, decide di diventare partigiano e, con il nome di battaglia di “Willi”, entra nella 145^ Brigata Garibardi “Franco Casoli”, seguendo il fratello Giuseppe, di un anno più grande, che cadrà in combattimento l’11 marzo 1945.
Con la sua brigata Giacomo opera tra Ligonchio, Busana e Cervarezza, nella montagna reggiana, e contribuisce al sabotaggio di diversi ponti e pali del telefono. Partecipa anche all’ultima grande battaglia per la difesa della centrale idroelettrica di Ligonchio tra il 10 e il 14 aprile 1945.
Già durante la Resistenza aderisce al Partito Comunista Italiano e, a guerra finita, alterna il lavoro nei campi a fianco del padre all’impegno politico per costruire un tessuto sociale devastato dalla tragedia della guerra.
Dopo aver frequentato i corsi serali alla “scuola di partito” dell’Istituto “Marabini” a Bologna, diventa consigliere comunale a Busana e Segretario del comitato comunale locale del PCI.
Nei primi anni Sessanta viene eletto Consigliere della Provincia facendo poi anche parte della Giunta per due legislature come Assessore ai Trasporti e, successivamente, al Personale.
In seguito fa parte della Commissione dell’Azienda Regionale Foreste e della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano come Assessore all’Agricoltura.
Dal 1970 al 1983 è stato sindaco di Ligonchio e dal 2002 è Presidente dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) provinciale di Reggio Emilia.
Giacomo Notari risiede tuttora nella borgata montata di Marmoreto di Busana dove è nato.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Giacomo Notari, Hai un cuore forte, puoi correre. Autobiografia di un partigiano montanaro, Consulta-Librieprogetti, Reggio Emilia 2010.

Fonti
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