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Ferdinando Cervi
Nato a Praticello di Gattatico (RE)

il   19/04/1911

Morto a Reggio Emilia (RE)

il   28/12/1943

Quinto di nove figli (di cui sette fratelli e due sorelle), Ferdinando Cervi nasce nel 1911 a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, da Alcide e Genoeffa Cocconi.
Nel 1934 il padre prende in affitto un podere in località Campi Rossi, nel Comune di Gattatico (RE), lasciando così la condizione di mezzadro per quella di affittuario: un passo significativo, che permetterà ai sette fratelli, ormai tutti in età da lavoro, di introdurre modi e metodi nuovi per migliorare la produzione ed, insieme, il proprio status sociale.
“Contadini di scienza”: così vengono chiamati i Cervi, che oltre ad una personale passione per lo studio, diventano sempre più esperti grazie ai corsi istituiti dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura.
Ferdinando si occupa della cantina, ma si appassiona anche alla produzione del miele: arriva ad avere una quarantina di casse che porta stagionalmente in montagna per migliorare la qualità del prodotto, e si abbona persino alla rivista L’apicoltore d’Italia.
Sebbene i più politicizzati tra i fratelli fossero Aldo e Gelindo, anche Ferdinando abbraccia gli ideali di giustizia e di cambiamento sociale che ben presto si traducono nell’impegno antifascista.
Inizialmente la propaganda e la diffusione clandestina, poi, dopo lo scoppio della guerra, le prime azioni di sabotaggio, fanno dei Cervi un solido punto di riferimento per l’antifascismo locale.
Un’attività che non passa inosservata, tanto che Ferdinando è arrestato nel 1942 insieme al fratello Gelindo.
Il 1943 è l’anno decisivo per la storia dei Cervi, a partire dal 25 luglio quando la caduta del regime fascista viene festeggiata in piazza a Campegine con una grande “pastasciuttata”.
Con la firma dell’Armistizio e l’occupazione tedesca del suolo italiano, i fratelli Cervi si gettano subito nella lotta ponendo le basi del futuro movimento partigiano nella zona ovest della pianura reggiana. La loro casa diventa da subito base operativa e rifugio sicuro, mentre sul territorio iniziano le prime azioni della “banda” dei Cervi.
A seguito di uno scontro e dell’incendio della loro abitazione, il 25 novembre 1943 vengono catturati dai fascisti, insieme al padre e ad altri compagni, e portati al carcere dei Servi di Reggio Emilia.
Il 27 dicembre durante un’azione gappista viene ucciso il Segretario Comunale del Fascio di Bagnolo in Piano, Davide Onfiani, e la Guardia Nazionale Repubblicana decide per la rappresaglia.
Il giorno successivo, 28 dicembre 1943, Ferdinando e i suoi fratelli, insieme al compagno partigiano Quarto Camurri, sono trasferiti al Poligono di tiro di Reggio Emilia e lì fucilati.
A Ferdinando, come agli altri fratelli Cervi, è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Bibliografia e approfondimenti:
– Alcide Cervi, I miei sette figli, (a cura di Renato Nicolai), Editori Riuniti, Roma 1955;
– Margherita Agoleti Cervi, Non c’era tempo per piangere, CGIL 1994;
– Paola Varesi, Claudio Silingardi, Il museo Cervi tra storia e memoria. Guida al percorso museale, Edizioni Istituto Alcide Cervi 2003;
– Istituto Cervi. Luogo di memoria e di ricerca per la storia della Resistenza e della cultura contadina, Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia 2008;
– AA.VV., I Cervi. Scritti e documenti, ANPI Reggio Emilia, 1973;
– Liano Fanti, Una storia di campagna. Vita e morte dei fratelli Cervi, Camunia, 1990;
– Aldo Ferretti (Toscanino), I Cervi, le idee, l’azione, ANPI Reggio Emilia, 1979;
– Antonio Greppi, I sette fratelli, Tecnograf, Reggio Emilia 2004.


Fonti
Le fonti correlate a:
Ferdinando Cervi

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