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Emilia Camerini
Nata a Pitigliano (GR)

il   15/07/1895

Morta a Auschwitz (POLONIA)

il   23/05/1944

Nata a Pitigliano (GR) il 15 luglio 1895, figlia di Donato e Orsola Amar, Emilia Camerini era un’ebrea di nazionalità italiana, moglie del rabbino di Parma, Enrico Della Pergola. La famiglia abitava in città, in via Pomponio Torelli 10, dove nell’autunno del 1943 si presentarono gli agenti della Questura, non trovando nessuno. L’arrivo dei tedeschi in città dopo l’8 settembre aveva infatti convinto il rabbino ad abbandonare Parma. Gli uomini, Enrico Della Pergola e i due fratelli della moglie – Emanuele e Giacomo Camerini – immaginando di essere loro l’obiettivo dei nazifascisti, partirono per il confine svizzero: Enrico Della Pergola riuscì ad attraversare il confine mentre Emanuele e Giacomo furono respinti dalle autorità svizzere e costretti a riparare in territorio occupato, in un primo tempo a Voghera, successivamente a Genova dove vissero in condizione di clandestinità aiutati dallo zio di quella che poi sarebbe diventata la moglie di Emanuele.
Il resto della famiglia, invece, doveva raggiungere una casa in alta Val Parma dove erano soliti trascorrere i mesi estivi: si trattava di Emilia e dei suoi due figli, Donato e Cesare, insieme all’anziana madre Orsola Amar e alle sorelle Gemma, Letizia e Ulda. Giunti all’altezza di Reno di Tizzano Val Parma, le donne e i bambini vennero bloccati dall’ex centurione Giovanni Scajola e dalla sua squadra fascista, identificati e direttamente trasferiti l’11 dicembre 1943 nel campo di concentramento per ebrei istituito negli alberghi Terme e Bagni di Monticelli Terme, a Montechiarugolo (PR).
Gemma Camerini di 44 anni, catturata benché gravemente malata, dopo essere arrivata nel campo di Monticelli fu trasferita all’ospedale di Parma dove, con l’aiuto del personale sanitario, poté sfuggire alla deportazione. E’ deceduta dopo la fine della guerra per aggravamento del male che l’aveva colpita.
Letizia Camerini di 46 anni fu colpita anche lei da grave malattia e ricoverata all’ospedale di Parma, dove rimase grazie all’aiuto del personale sanitario evitando il trasferimento, per motivi di salute. Nell’agosto del 1944, durante l’ora di visita, venne fatta uscire dall’ospedale dalla crocerossina Luisa Minardi (mai conosciuta prima), che la ospitò dapprima nella sua casa, con immenso pericolo per sé e per la sua famiglia; quando le condizioni di salute non permisero più questa sistemazione, fu ricoverata presso l’Istituto del Buon Pastore a Parma, dove morì, sotto il nome di Maria Fulgenti, il 7 febbraio 1945.
Orsola Amar, madre di Emilia, Gemma, Letizia e Ulda, venne liberata dall’internamento di Monticelli Terme, prima del trasferimento a Fossoli, in base ad una disposizione provvisoria perché ultrasettantenne. Si allontanò da Parma e così poté salvarsi.
Emilia di 48 anni, dopo l’internamento nel campo di Monticelli in cui svolse anche il ruolo di rappresentate delle internate, venne trasferita il 9 marzo 1944 in quello di Fossoli (Carpi); da qui in Germania con il convoglio n.9 del 5 aprile 1944, insieme ai suoi due figli Cesare Della Pergola di 8 anni e Donato Della Pergola di 11 anni, e alla sorella Ulda Camerini di 37 anni. Si presume che siano tutti morti ad Auschwitz il 23 maggio del 1944.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Marco Minardi, Invisibili. Internati civili nella provincia di Parma 1940-1945, Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, Clueb, Bologna 2010;
  • Marco Minardi, Tra chiuse mura. Deportazione e campi di concentramento nella provincia di Parma 1940-1945, Comune di Montechiarugolo, 1987.

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