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Arturo Bargellini
Nato a Pistoia (PT)

il   30/07/1908

Morto a Pistoia (PT)

il   16/07/2011

Arturo Bargellini nasce a Groppoli, Pistoia, il 30 luglio 1908, quarto di 8 fratelli.
Nel 1929 è chiamato a Bologna, nel Reggimento Lancieri, per il servizio militare e, successivamente, nel 1940 richiamato alle armi per la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1941, con il 3° Reggimento Cavalleria Savoia, parte per la Campagna di Russia viaggiando per 21 giorni su un treno merci partito da Bologna. Trascorre 2 freddi inverni nelle valli di Kiev, combattendo con poche armi e subendo le punizioni dalle Camice Nere. A volte in battaglia è costretto, per salvarsi, a rifugiarsi tra le piante di girasoli, riuscendo a sopravvivere grazie al cibo buttato dagli aerei.
Dopo la ritirata dalla Russia, il reggimento di Arturo, tornato in Italia, viene dislocato a Parma e poi a Mantova. Qui giunge la notizia dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, a seguito del quale i soldati italiani vengono fatti prigionieri dai tedeschi e deportati nei campi di concentramento in Germania.
Arturo finisce ad Hammelburg, in Baviera, nello Stalag XIII C, dove lavora 12 ore al giorno in una fabbrica di cuscinetti a sfera per le armi e dove rimarrà fino alla liberazione. Il campo viene infatti liberato dalle truppe angloamericane nell’aprile 1945 e Arturo riesce a rimpatriare 2 mesi dopo.
Ritornato a Groppoli, dedica la sua vita al lavoro nei campi e solo negli anni ’80, diventato vedovo, lascia il suo paese per trasferirsi a Pontelungo con la figlia Paola.
Nel 2010 il nipote Otello Bargellini prende contatti con il 3° Reggimento Cavalleria Savoia di Grosseto e 2 comandanti partecipano ai festeggiamenti per i 102 anni di Arturo. L’incontro viene raccontato anche sul quotidiano La Nazione, in un articolo in cui si ripercorre la vita del soldato di Groppoli.
Arturo Bargellini muore il 16 luglio 2011, pochi giorni prima del suo 103° compleanno.

Bibliografia e approfondimenti:
– La biografia di Arturo Bargellini è stata ricostruita grazie ai dati forniti dalla figlia, Paola.


Fonti
Extra

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