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Propaganda fascista

Tecnica di comunicazione capillare ed innovativa, la propaganda fascista fu lo strumento per il controllo totale dell'informazione e della cultura e per la creazione del consenso delle masse attorno agli ideali e alle opere del Regime fascista. Era incentrata sull'esaltazione dei valori della forza, della giovinezza, dell'energia e della grandezza del popolo italiano, che si erano manifestati in passato nell'Impero romano e nel presente si incarnavano nella figura del duce. I mezzi utilizzati furono gli organi di stampa, i cartelloni pubblicitari, i cinegiornali, le trasmissioni radio d'ispirazione apertamente fascista.Alla propaganda si affiancò la costituzione di organizzazioni di massa per il coinvolgimento della popolazione in attività sociali che servivano ad avvicinarla al regime e ai suoi valori: l'Opera Nazionale Dopolavoro fece partecipare milioni di operai e impiegati, insieme con le loro famiglie, ad attività ricreative, culturali e di aggiornamento professionale; l'Opera Nazionale Balilla inquadrava bambini e bambine tra gli 8 e i 14 anni in organizzazioni che li educavano alla disciplina sportiva e militare, nonché agli ideali patriottici e a quelli propri del fascismo.L'attività degli organi di propaganda e delle associazioni fu promossa e sorvegliata direttamente dal Partito Nazionale Fascista (PNF).

Bibliografia e approfondimenti:

  • Emilio Gentile, Il culto del Littorio, Editori Laterza, Roma-Bari 1993;
  • A. Del Boca, M. Legnani, M. G. Rossi (a cura di), Il regime fascista, Editori Laterza, Roma-Bari 1995;
  • Romano Bracalini, Otto milioni di biciclette. La vita degli italiani nel Ventennio, Mondadori, Milano 2007;
  • Patrizia Dogliani, Il fascismo degli italiani. Una storia sociale, UTET, Torino 2008.
Propaganda fascista - Per saperne di più...

Approfondimenti al femminile

Il fascismo aveva iniziato a preoccuparsi per la qualità e la quantità della stirpe italiana, reputata superiore a tutte le altre, ben prima della svolta razzista del 1938. A parere del duce, solo un popolo in continua crescita demografica avrebbe trasformato l’Italia in grande potenza e avrebbe avuto le energie per espandersi e lanciarsi in grandi imprese imperiali.

Di fronte alla tendenza nelle famiglia italiane a diminuire il numero di figli, a partire dal 1927, con il Discorso dell’Ascensione (26 maggio 1927), Benito Mussolini lanciò ufficialmente la cosiddetta battaglia demografica: un progetto complesso finalizzato all’aumento forzato della popolazione (l’obiettivo era il raggiungimento di una popolazione di 60 milioni di italiani), che costituì anche il momento centrale nella costruzione della visione della donna e della propaganda a lei rivolta. “Custode della casa e degli affetti” e “sposa e madre esemplare” furono i modelli cui si ispirarono i messaggi della propaganda fascista indirizzati alle masse femminili.

Bibliografia e approfondimenti:

Propaganda fascista – Per saperne di più…Approfondimenti al femminile


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