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Gioventù Italiana del Littorio – GIL

La Gioventù Italiana del Littorio (GIL), erede della precedente associazione Opera Nazionale Balilla, fu l'organizzazione direttamente dipendente dal Partito Fascista con cui il Regime adoperò il suo potere di propaganda educativa sulle menti delle giovani e dei giovani italiani.Imperniata su una visione prettamente militare, questa istituzione impartì una "preparazione spirituale, sportiva e paramilitare" alle nuove generazioni sotto il motto "credere, obbedire, combattere".

Bibliografia e approfondimenti:

  • Elena D'Ambrosi, A scuola col duce. L'istruzione primaria nel Ventennio fascista, Istituto di Storia Contemporanea "Pier Amato Perretta" di Como - Arci Trentino, Como-Trento 2001;
  • Pierre Milza, Serge Berstein, Nicola Tranfaglia, Brunello Mantelli, Dizionario dei fascismi. Personaggi, partiti, culture e istituzioni in Europa dalla Grande Guerra ad oggi, Bompiani, Milano 2002;
  • Romano Bracalini, Otto milioni di biciclette. La vita degli italiani nel Ventennio, Mondadori, Milano 2007;
  • Patrizia Dogliani, Il fascismo degli italiani. Una storia sociale, UTET, Torino 2008.
Gioventù Italiana del Littorio - Per saperne di più...

Approfondimenti al femminile

Massaia sobria e attenta, moglie forte e madre prolifica fu l’ideale femminile perseguito dal Fascismo e su cui il regime basò l’educazione delle bambine.

Furono create strutture associative femminili analoghe a quelle maschili, che vennero poste sotto il controllo dell’Opera Nazionale Balilla dal 1929. Ai tradizionali lavori manuali, come corsi di taglio, cucito, ricamo, igiene, pronto soccorso, puericultura, economia domestica, furono affiancate anche attività ginniche, ludiche e culturali.

Paradossalmente, per formare la futura donna fascista il regime mise in atto un sistema di organizzazione delle donne che finì per lanciare alle nuove generazioni un messaggio decisamente contraddittorio. Da un lato, esse furono invitate fin da piccole a prendere come esempio Rosa Maltoni (la madre del Duce, morta nel 1905), “donna all’antica” disposta a realizzarsi completamente nella maternità. Nello stesso tempo, alle giovani furono offerte varie occasioni di socializzazione, che offrirono loro inaspettate e inedite occasioni di libertà.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Fascismo e identità di genere, in Francesco Maria Feltri, Maria Manuela Bertazzoni, Franca Neri, Chiaroscuro, Sei Editrice 2010;
  • Pierre Milza, Serge Berstein, Nicola Tranfaglia, Brunello Mantelli, Dizionario dei fascismi. Personaggi, partiti, culture e istituzioni in Europa dalla Grande Guerra a oggi, Bompiani, Milano 2005;
  • Elena D’Ambrosio, A scuola col Duce, Istituto di Storia Contemporanea di Como, 2001;
  • Victoria De Grazia, Le donne nel regime fascista, Marsilio, Venezia 1993.

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