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Varese Ligure (SP)

Comune più settentrionale e più esteso della provincia di La Spezia in Liguria, Varese Ligure confina sia con la provincia di Genova che con quella di Parma, alla quale è congiunto tramite la Statale 523 che attraversa il Passo di Centocroci. Situato in alta Val di Vara, alla confluenza del torrente Crovana nel fiume Vara, Varese Ligure è un comune montano di origini medievali che nel 1923 venne inglobato nell'amministrazione provinciale di La Spezia, quando quest'ultima fu costituita con regio decreto del 2 settembre. Durante la Seconda Guerra Mondiale il paese partecipò attivamente alla Resistenza contro il nazifascismo. Varese Ligure fu esempio di salda e proficua collaborazione economica e amministrativa tra le forze partigiane, gli esponenti dell'Amministrazione civica della circoscrizione varesina e tutta la popolazione. Nel mese di novembre 1944, infatti, fu istituita sui monti della Val di Vara, tra Maissana e Varese Ligure, una repubblica partigiana. La prima riunione della nuova Giunta si tenne il 23 novembre 1944, alle ore 10, presso l'Albergo Amici di Varese Ligure e vi erano presenti: i rappresentanti delle Brigate partigiane "Coduri" e "Centocroci" (entrambe della VI Zona operativa); il Commissario Prefettizio con due consiglieri comunali e i rappresentanti di numerose frazioni del territorio. Fin dalla prima riunione, e poi anche nelle successive, il Consiglio Comunale si occupò non solo di risolvere i problemi più impellenti (l'organizzazione della distribuzione dei generi alimentari, il numero sempre crescente di sfollati e partigiani operanti nella zona), ma anche di restituire alla popolazione un senso di normalità attraverso l'istituzione di un servizio sanitario gratuito (con la collaborazione di medici residenti, medici sfollati e medici partigiani); l'iniziativa di riaprire le scuole (grazie alla presenza di parecchie insegnanti sfollate); la creazione di sottogiunte con il compito specifico di ricercare il colloquio con la popolazione; infine, l'istituzione di Tribunali civili e militari di Divisione e di un reparto di servizio pubblico per la sicurezza. Purtroppo la Repubblica partigiana della Val di Vara resistette solo poche settimane poiché il massiccio rastrellamento della fine di novembre consentì ai nazifascisti di riprendere il controllo del territorio. I partigiani, per sottrarsi all'accerchiamento delle forze nemiche impiegate nell'operazione, furono costretti a lasciare Varese Ligure e a convergere, seguendo varie direttrici, su posizioni logistiche più idonee alla difesa. A Varese Ligure i partigiani riuscirono a tornare soltanto all'inizio del 1945 e riavviarono i fruttuosi rapporti di collaborazione con la popolazione e l'Amministrazione civica; collaborazione che durò senza significative interruzioni fino alla fine della guerra.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti, a cura di Franco Gimelli, Carocci, Roma 2005;
  • sito del Comune di Varese Ligure.

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