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Sesto San Giovanni (MI)

Il 18 giugno 1971 la città di Sesto San Giovanni è stata insignita con decreto presidenziale della Medaglia d'Oro al Valor Militare per il contributo fornito dalla sua cittadinanza alla lotta di Liberazione dai nazifascisti. Centro industriale del nord Italia, Sesto San Giovanni ha fin dalla prima ora manifestato il proprio antifascismo attraverso la creazione ad opera del Partito Comunista di una rete clandestina di opposizione al regime nelle numerose e grandi fabbriche presenti sul territorio. Nel corso degli anni Trenta gli antifascisti operavano in particolare all'interno della Breda, della Ercole Marelli e della Falck, non solo svolgendo una rischiosa opera di propaganda, ma soprattutto impegnandosi in un lavoro pericoloso di infiltrazione nei sindacati fascisti per cercare di promuovere azioni sindacali così ben congegnate da coinvolgere gran parte dei lavoratori di interi reparti. Tutto questo rese la fascistizzazione di questa società sempre più difficile: nel 1932 su 5.888 dipendenti, solo 252 erano iscritti al Partito Nazionale Fascista. Tuttavia l'opera degli antifascisti non fu senza battute d'arresto: nel 1930 e nel 1939 due grandi ondate di arresti portarono in carcere oltre 200 tra comunisti, socialisti e anarchici che in gran parte vennero deferiti al Tribunale speciale per la Difesa dello Stato. Decine di questi vennero poi inviati alle isole di confino. Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale l'Antifascismo della popolazione sestese si rafforzò: gli scioperi del febbraio e del novembre 1942, e poi ancora del febbraio 1943, erano solo annunci di agitazioni ben più importanti. Il 22 marzo 1943 i lavoratori del reparto bulloneria dello stabilimento Concordia della Falck diedero il via agli scioperi di marzo nell'area milanese. Il 23 si fermarono gli altri stabilimenti della Falck, la Ercole Marelli, la Pirelli e la sezione siderurgica e aeronautica della Breda. La caduta del regime (25 luglio 1943) e la firma dell'Armistizio (8 settembre 1943) non posero fine alle agitazioni operaie che avevano ormai due obiettivi principali: far cessare la guerra e ottenere tutte le libertà democratiche. Con l'occupazione nazista dell'Italia, i tedeschi crearono nell'ottobre 1943 dei presidi all'interno delle maggiori fabbriche per vigilare sulla produzione e per evitare sabotaggi. Alla fine di ottobre i comunisti milanesi formarono i primi Gruppi di Azione Patriottica (GAP) incaricati di compiere coraggiose azioni militari contro i nazisti: nelle loro file entrarono anche molti lavoratori sestesi. Una delle imprese più clamorose dei GAP a Sesto venne compiuta nel febbraio 1944 con l'assalto alla Casa del Fascio nella centrale Piazza IV Novembre. Anche gli scioperi continuarono e, dopo la creazione del CLN di Sesto San Giovanni all'inizio del 1944, entrarono in funzione nelle più importanti fabbriche i Comitati segreti di agitazione che riunivano esponenti comunisti, socialisti, azionisti e democristiani. Nel giro di pochi mesi nacquero SAP socialiste e repubblicane. Numerosi lavoratori sestesi si unirono alle formazioni partigiane che operavano sulle montagne lecchesi, in Ossola e nell'Oltrepò pavese. All'inizio del 1945 i democristiani costituirono un distaccamento sestese della 25^ Brigata del Popolo. La fine del fascismo fu scandita ancora da un'ondata di scioperi a partire dal 12 aprile 1945. Il 25 aprile lo sciopero generale annunciò l'insurrezione: gli operai armati presidiarono le maggiori fabbriche. I pochi scontri con i fascisti in fuga finirono la sera del 27 aprile, gli Alleati arrivarono in città il giorno dopo. Nei venti mesi dell'occupazione nazista oltre 1.000 lavoratori di fabbriche sestesi vennero arrestati, 539 finirono nei campi di sterminio e di lavoro nazisti, 222 di essi morirono. Poco meno di 100 partigiani sestesi caddero in combattimento o furono fucilati. Centinaia di militari sestesi furono deportati dopo l'8 settembre in Germania nei campi di prigionia.Bibliografia e approfondimenti:

  • AA.VV., I ribelli al governo della città. Sesto San Giovanni 1944-1946, FrancoAngeli, Milano 1988;
  • G. Petrillo, G. Vignati (a cura di), Città e fabbrica nella Resistenza. Sesto San Giovanni 1943-1945. Documenti, Isrmo Sesto San Giovanni, Centro Stampa Comunale, Sesto San Giovanni 1975;
  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • L. Borgomaneri, Due inverni, un'estate e la rossa primavera. Storia delle Brigate Garibaldi Sap a Milano e provincia. 1943-1945, FrancoAngeli, Milano 1995;
  • per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile visitare il sito web del Comune.

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