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Sant’Ilario d’Enza (RE)

La storia della Resistenza a Sant'Ilario d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, affonda le sue radici già nei primi anni Venti quando l'allora Amministrazione Comunale Socialista lottò contro le prime violenze fasciste. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, a Sant'Ilario, come in tutta Italia, nuovi motivi di malcontento si aggiunsero ai tanti che già alimentavano il fronte antifascista. In questa atmosfera si inserì una delle prime azioni di sabotaggio avvenuta nel 1941: una notte venne demolito un alto traliccio di metallo portante i fili dell'energia elettrica ad alta tensione posto nei pressi della linea ferroviaria. Iniziarono a formarsi anche i primi gruppi organizzati: il gruppo degli operai delle Officine Reggiane, il gruppo dei giovani studenti e operai e il gruppo della cellula comunista locale. Non avendo, in un primo tempo, nessun contatto, la loro azione si espletava in modo differenziato: il primo, agendo d'accordo con la Resistenza Reggiana, portava la stampa clandestina e organizzava scioperi; il secondo aveva organizzato una piccola stamperia che forniva volantini, tamponi impressi, manifesti antifascisti che venivano mandati anche ai paesi limitrofi dove agivano altri gruppi; il terzo gruppo, invece, agiva garantendo i contatti tra Parma e Reggio Emilia per l'organizzazione armata, la propaganda e il reclutamento dei volontari. In questo periodo l'attività clandestina si accentuò notevolmente: il paese veniva frequentemente inondato di volantini antifascisti e antitedeschi, i muri stampigliati con parole di condanna alla guerra e si formarono i primi nuclei di volontari ai quali vennero affidati compiti e responsabilità. Tanta attività non rimase del tutto nascosta ai fascisti che rafforzarono nel paese la vasta rete di spionaggio e sorveglianza, intensificarono le perquisizioni, aumentarono gli arresti mentre erano aumentate anche le forze di polizia. Dopo l'Armistizio italiano dell'8 settembre 1943, l'occupazione tedesca della penisola e la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, si comprese che l'unica via possibile per debellare definitivamente il fascismo era quella della lotta armata popolare. A Sant'Ilario l'attività di sabotaggio, che fu una delle forme di azione in cui si esplicò la lotta partigiana, cominciò il 9 settembre 1943 con la distribuzione alla popolazione del grano contenuto nell'Ammasso Granario allo scopo di sottrarlo ai tedeschi e di diminuire quindi la loro capacità di resistenza con la carenza dei rifornimenti. Negli ultimi mesi del 1943 e nei primi del 1944 numerose riunioni clandestine prepararono le future attività del movimento di resistenza santilariese: attorno al Comitato di Liberazione Nazionale si vennero raccogliendo l'organizzazione del Partito Comunista, del Partito Socialista Italiano, della Democrazia Cristiana, oltre al primo nucleo di donne dei Gruppi di Difesa della Donna e le prime squadre partigiane. Nell'aprile 1944 si ebbe la creazione del distaccamento SAP (Squadre di Azione Patriottica) di Sant'Ilario che entrò a far parte del 2° Battaglione della 77^ Brigata SAP "F.lli Manfredi" allo scopo di intensificare la guerriglia partigiana e di difendere i prodotti locali dalle razzie tedesche. Incominciarono anche i primi arresti e le prime rappresaglie: al 5 luglio risale il primo rastrellamento condotto con grande spiegamento di forze da parte della cosiddetta "Squadra Pelliccia" della questura di Reggio Emilia. Ma il periodo più doloroso per la Resistenza santilariese fu l'autunno-inverno del 1944 quando i nazifascisti operarono due tragici rastrellamenti il 15 e il 22 novembre. Dal gennaio 1945, poi, iniziarono anche le deportazioni verso i campi di sterminio nazisti: 5 dei 10 giovani santilariesi deportati furono condotti a Mauthausen dove morirono. Con l'aprile 1944 anche Sant'Ilario visse i giorni dell'insurrezione: dal 21 aprile si susseguirono una serie di scontri armati, l'ultimo dei quali si ebbe la notte del 23 e si concluse con la cattura di molti soldati delle SS. Il 25 aprile, verso le 10, giunsero in paese i primi reparti della V Armata Americana, mentre i partigiani santilariesi continuavano a combattere nelle zone limitrofe contro gli ultimi tedeschi. La popolazione di Sant'Ilario, riversatasi nelle strade, accolse i soldati della V Armata e i partigiani della montagna che erano scesi combattendo e liberando via via al loro passaggio città e paesi.

Bibliografia e approfondimenti:

  • S. Ilario d'Enza nella lotta di Liberazione, a cura del Comitato Comunale per la Celebrazione del Decennale della Resistenza, S. Ilario d'Enza 1955;
  • S. Ilario nella Resistenza, a cura del Comitato Comunale per le Celebrazioni del Trentennale della Resistenza. S. Ilario d'Enza 1975;
  • Mezzo secolo dalla Liberazione. S. Ilario antifascista e partigiana, Comune di Sant'Ilario d'Enza, aprile 1995;
  • Alfredo Gianolio, Sant'Ilario d'Enza. Dall'unità d'Italia alla Liberazione. Storia e cronaca, Comune di Sant'Ilario d'Enza, dicembre 1998;
  • Le donne e la guerra. Testimoninaze santilariesi, Quaderno I - Documentazione di Storia Orale, Comune di Sant'Ilario d'Enza in collaborazione con Gruppo Storico Margheritino e Gruppo di Ricerca Storica.

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