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Rubiera (RE)

Comune di confine tra le province di Reggio Emilia e Modena ed equidistante dai due rispettivi capoluoghi, Rubiera sorge sulla sponda sinistra del fiume Secchia. Durante la Seconda Guerra Mondiale centinaia furono i rubieresi mandati sui vari fronti di guerra dal 1940 al luglio 1943. Con l'Armistizio dell'8 settembre 1943 anche il territorio di Rubiera si trovò coinvolto nelle vicende che caratterizzarono i lunghi mesi di occupazione tedesca e lotta di Liberazione (settembre 1943-aprile 1945). Per la sua posizione sulla via Emilia e per la presenza della linea ferroviaria, Rubiera fu fin da subito un luogo di passaggio per i convogli tedeschi. All'indomani dell'8 settembre 1943, durante la sosta nella stazione, da un treno diretto nei campi di concentramento in Germania, fuggirono decine di prigionieri (per lo più soldati italiani catturati dai tedeschi dopo la notizia dell'Armistizio). Si ebbe allora uno dei primi e più caratteristici episodi di spontanea resistenza ai nazisti attraverso la solidarietà della popolazione, e delle donne in particolare, nei confronti di questi militari italiani: molti rubieresi, infatti, si preoccuparono di nasconderli e di fornire loro abiti civili perché potessero sottrarsi alle ricerche da parte dei tedeschi. A Rubiera trovarono ospitalità e aiuto anche i prigionieri fuggiti dal campo di transito di Fossoli di Carpi. La stazione, poi, fu protagonista di altri episodi di resistenza, questa volta legati al recupero di armi per le formazioni partigiane dislocate nella collina e nella montagna. Una di queste azioni fu compiuta a fine settembre 1944, dopo un bombardamento alleato che aveva parzialmente distrutto, per la seconda volta, il ponte ferroviario sul Secchia. Un treno carico d'armi e altro materiale fu costretto a sostare per alcuni giorni nella stazione e ne approfittarono i componenti della SAP - Squadra di Azione Patriottica locale che, in collaborazione con quelli di Scandiano, venuti con un camioncino, riuscirono a fare un grosso bottino di armi: 315 moschetti, 3 mitragliatrici e materiale vario, caricati e portati in collina. Dal punto di vista territoriale, rispettando la divisione in "zone" del Partito Comunista clandestino, le SAP di Rubiera furono sottoposte all'organizzazione di San Martino in Rio; ma nel gennaio 1945, con l'istituzione di due brigate, la 76^ e la 77^, Rubiera entrò a far parte della 5^ zona (gravitante su Scandiano) della 76^ Brigata SAP "Angelo Zanti". San Martino in Rio, con tutto il territorio a nord della via Emilia, fece invece parte della 77^ Brigata SAP "Fratelli Manfredi". Anche a Rubiera, come in tutta la pianura reggiana, la Resistenza divenne lotta di massa legandosi ai bisogni della popolazione e riuscendo anche, in varia misura, a soddisfarli. Importante fu in particolare il movimento di massa femminile, non solo per le attività di sussistenza, ma anche per le agitazioni che furono organizzate contro le autorità repubblichine. Altra attività di rilievo fu il transito di ex prigionieri e disertori fuggiaschi: si è calcolato che durante l'intero periodo della lotta partigiana circa 60 prigionieri vennero fatti fuggire dalla zona di Rubiera e avviati in montagna. Tuttavia le SAP di Rubiera non si dedicarono esclusivamente a queste azioni collaterali o alla essenziale funzione di rifornitori per i loro compagni della montagna. Contemporaneamente a quel lavoro, esse parteciparono anche ad azioni belliche di attacco e disturbo contro il transito di mezzi nazifascisti sulla via Emilia. Ai primi di febbraio 1945 si aggregò al settore di Rubiera anche il distaccamento della frazione modenese di Marzaglia. Si avvicinavano le fasi conclusive della lotta. Dal 3 al 20 aprile pattuglie volanti di SAP dei vari distaccamenti del settore impegnarono il nemico sul territorio, facendo diversi prigionieri tedeschi e repubblichini. Il 23 aprile, profilandosi ormai la sconfitta nazifascista, il Comitato di Liberazione Nazionale della 5^ Zona emanò una circolare invitando i CLN locali a predisporsi per il governo del territorio. Queste ultime giornate, tra il 22 e il 23 aprile 1945, furono naturalmente assai movimentate: Rubiera si preparava ad accogliere i soldati alleati, ma soprattutto viveva la definitiva liberazione e la fine della guerra.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Bruno Lorenzelli, Federico Franzoni, Anna Lucenti, La Resistenza nella V Zona, Scandiano 1974;
  • Antonio Zambonelli, L'ova lunèina. Storia di Rubiera dal 1800 al 1946, Comune di Rubiera, Tecnostampa, Reggio Emilia 1982;
  • Sereno Folloni, Una zona. Una Resistenza. Storia della Resistenza nella V Zona (Reggio Emilia), Tecnograf, Reggio Emilia 1985.

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