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Roma (RM)

Capoluogo di provincia e della Regione Lazio e capitale della Repubblica Italiana, Roma è il comune più popoloso e più esteso d'Italia. La città è situata a circa 25 km dal Mar Tirreno, nel cuore della Campagna Romana, vasta pianura ondulata aperta tra i Monti Sabatini, i Monti Sabini e i colli Albani, e sorge sulle rive del fiume Tevere. Capitale dell'Impero Romano - che estendeva il suo dominio su tutto il bacino del Mediterraneo e gran parte dell'Europa -, dello Stato Pontificio - sottoposto al potere temporale dei papi -, e del Regno d'Italia (dal 1871), Roma è stata la prima grande metropoli dell'umanità. Nel 1980 il suo centro storico è stato inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità dall'UNESCO. Roma è anche l'unica città al mondo ad ospitare al proprio interno un intero Stato, l'enclave della Città del Vaticano. Roma fu protagonista dell'ascesa del Fascismo e della sua presa al potere quando, il 28 ottobre 1922, ebbe qui luogo la marcia delle milizie fasciste partite da Napoli, in seguito alla quale il Re Vittorio Emanuele III convocò Mussolini per nominarlo nuovo capo del Governo. Il mito della Roma antica e il fasto della Roma dei papi ispirarono il regime ed ebbero conseguenze significative sull'assetto urbanistico, sociale e monumentale della capitale. Nel 1931 il nuovo piano regolatore previde ampi e audaci sventramenti del centro storico e la nascita di una serie di borgate popolari decentrate. Altri interventi di rilievo furono: la costruzione di Via della Conciliazione; il tracciamento della Via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali); la costruzione delle linee metropolitane; il complesso sportivo del foro Mussolini (oggi Foro Italico); la costruzione di un nuovo quartiere romano chiamato EUR (acronimo di Esposizione Universale Roma). Sin dal suo insediamento al potere, e poi con il consolidamento della dittatura, Mussolini aveva fatto di Palazzo Venezia, situato nel cuore di Roma, la propria sede, dalla quale era solito pronunciare i suoi discorsi affacciandosi sul balcone adiacente Piazza Venezia. Fu da questo balcone che il 10 giugno 1940 annunciò l'entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. I primi anni del conflitto furono per Roma di relativa tranquillità. Inoltre, la presenza della Santa Sede e il rischio di distruzione di un patrimonio artistico e monumentale unico al mondo contribuirono a risparmiare la città dai bombardamenti degli Alleati. Tuttavia, a partire dalla metà del 1943, gli angloamericani ritennero un'incursione aerea su Roma una forma di pressione necessaria sulla Casa Reale italiana affinché abbandonasse l'alleanza con i tedeschi scindendo le sue responsabilità dal regime fascista. Preceduto da lanci di volantini sulla città che annunciavano l'attacco, il bombardamento di Roma - Operazione Crosspoint - ebbe luogo il 19 luglio 1943. A partire dalle 11 della mattina, 662 bombardieri, decollati dalle basi dislocate in Nordafrica, riversarono sulla capitale, in un'azione che durò 2 ore e mezzo, in 6 ondate successive, oltre 1.000 tonnellate di bombe, causando ingenti danni alle infrastrutture e agli edifici civili e religiosi. Il popolare quartiere di San Lorenzo fu devastato, come l'omonimo scalo ferroviario. Furono colpiti i binari della stazione Tuscolana, la stazione Tiburtina, le linee Roma-Cassino e Roma-Sulmona, lo scalo del Littorio. Gravissimi i danni subiti dal Cimitero monumentale di Verano e dal piazzale antistante. Le vittime accertate furono 1.492. L'aviazione italiana non fu in grado di contrastare l'attacco e la contraerea si rivelò inefficace, mentre i ritardi con cui scattarono le sirene d'allarme ed i ripetuti crolli dei rifugi antiaerei rivelarono l'inadeguatezza dei sistemi di protezione. Con la caduta del Fascismo il 25 luglio 1943 e poi l'annuncio dell'Armistizio l'8 settembre - al quale seguì l'abbandono della città da parte del Re e del nuovo Governo Badoglio -, Roma fu costituita "città aperta" sotto il comando del generale Calvi di Bergolo; ma presto cadde sotto il dominio diretto dei tedeschi che se ne servirono come retrovia del fronte germanico stabilizzatosi sulla Linea Gustav e a Cassino. L'occupazione tedesca di Roma segnò profondamente la città, a partire da quello che fu il primo rastrellamento di cittadini ebrei compiuto in Italia subito dopo le disposizioni diramate dai vertici nazisti di Berlino. Il 16 ottobre 1943 le SS dell'Einsatzkommando del capitano Theodor Dannecker accerchiarono l'antico ghetto ed arrestarono 1.259 persone, rinchiudendole poi nei locali del Collegio Militare Italiano. Le operazioni si svolsero dall'alba del 16 ottobre al primo pomeriggio del giorno successivo.Il 18 ottobre 1.022 dei rastrellati vennero deportati ad Auschwitz e Birkenau utilizzando vagoni piombati. Sopravvissero solo in 15; tra di essi, nessuno degli oltre 200 bambini deportati. Dopo l'annuncio dell'Armistizio, però, fu organizzata a Roma anche un'intensa attività clandestina antifascista e, già il 9 settembre, fu costituito il Comitato di Liberazione Nazionale. La Resistenza romana visse condizioni sempre più difficili e seppe affrontare arresti e torture operate sia dai tedeschi (nel carcere di via Tasso, dove avevano stabilito la sede del Comando di Polizia), sia dalle formazioni aderenti alla Repubblica Sociale Italiana (la famigerata Banda di Pietro Koch operava nelle pensioni Oltremare e Iaccarino, mentre il quartier generale della Banda Bardi Pollastrini era nei sotterranei di Palazzo Braschi). La pagina più tragica della lotta di Liberazione a Roma fu scritta nel marzo 1944. Il 23 marzo, in un'azione di guerra in via Rasella, un gruppo di 16 partigiani dei GAP attaccò una colonna composta da 156 soldati della 11^ Compagnia del 3° Battaglione del Reggimento Bozen, posto alle dipendenze delle SS con funzioni di polizia. Nell'attacco 33 soldati tedeschi vennero uccisi e un altro centinaio furono feriti. Per rappresaglia, il giorno dopo, 24 marzo 1944, 335 persone - per la maggior parte, civili - vennero prelevate dal carcere di Regina Coeli e da altri luoghi di detenzione, condotte in una cava abbandonata sulla via Ardeatina e qui uccise. Le gallerie della cava vennero poi fatte saltare per seppellire i morti. La liberazione di Roma per opera degli angloamericani avvenne il 4 giugno 1944. Subito dopo furono riesumati i corpi dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Sottoposta per breve tempo ad amministrazione militare alleata, Roma tornò ad essere sede del governo monarchico il 15 agosto e nel 1946 accolse l'Assemblea Costitutente.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Vito Paticchia (a cura di), Percorsi della memoria. 1940-1945: la storia, i luoghi, con la collaborazione di Paolo Zurzolo, Clueb, Bologna 2005;
  • Robert Katz, Morte a Roma, Editori Riuniti, Roma 1971;
  • Alessandro Portelli, L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Donzelli Editore, Roma 1999;
  • Marisa Musu, Ennio Polito, Roma Ribelle. La Resistenza nella capitale. 1943-1944, Teti Editore, Milano 1999;
  • Robert Katz, Roma città aperta. Settembre 1943-Giugno 1944, Il Saggiatore, Milano 2004.

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