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Pegognaga (MN)

La storia di Pegognaga, comune istituito con Regio Decreto il 5 novembre 1876, è segnata sin dall'inizio del Novecento dalle lotte per la bonifica dell'Agro Mantovano-Reggiano, che consentì la trasformazione del terreno paludoso in uno dei più fertili della pianura. Il 1915 fu contrassegnato dalla mobilitazione contro la guerra e nel 1919 anche Pegognaga partecipò alle Giornate Rosse di Mantova. Durante il ventennio fascista il regime, che perpetrò numerose violenze e atti intimidatori, mise in atto una politica di espansione urbanistica che diede un volto nuovo al centro urbano del paese. In questo contesto si inserirono il restauro della chiesa matildica di San Lorenzo e la dedica ai caduti del primo conflitto mondiale. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Pegognaga vide molti dei suoi cittadini partire per fronti anche lontani. Il paese visse le settimane tra la caduta del Fascismo e la proclamazione dell'Armistizio nell'azione e nell'attesa. Spontanee manifestazioni di popolo distrussero i simboli littori e gli uffici fascisti. La costituzione di un Comitato di Salute Pubblica composto da forze eterogenee e la nomina di un Commissario Prefettizio, il sig. Verardo Catelani, di elevati sentimenti democratici, furono misure solo parziali che tentarono di recepire le istanze di profondo mutamento delle varie componenti popolari. Nelle ultime settimane di quel settembre 1943 il territorio pegognaghese e quello dei comuni circostanti si trovò investito dalle decine e decine di soldati che, abbandonate le caserme dopo l'annuncio dell'Armistizio e sfuggiti ai rastrellamenti degli ex alleati tedeschi, si dirigevano, attraverso le campagne, ai luoghi di residenza delle loro famiglie. Le case dei contadini divennero così un posto sicuro per tutti, e le famiglie del centro abitato portarono il loro soccorso a tutti questi sbandati. Tuttavia, anche per Pegognaga la guerra non era ancora finita. Nel 1944 il paese fu teatro di incursioni aeree e bombardamenti alleati che miravano a colpire le vie di comunicazione che, dal passaggio del Po all'Appennino, assicuravano i rifornimenti alle retrovie dell'esercito tedesco posto sulla Linea Gotica. Uno degli attacchi più gravi fu quello del 23 luglio 1944, quando un gruppo di bombardieri alleati colpì massicciamente la stazione e tutto l'abitato circostante. Ma l'estate del 1944 fu anche il momento di una svolta positiva e significativa: si costituì il Comitato comunale di Liberazione con la partecipazione dei rappresentanti delle forze politiche che fino ad allora avevano agito nella clandestinità e si organizzò, nella zona occidentale del Basso Mantovano, la 121^ Brigata Garibaldi, intitolata al martire Arrigo Luppi. Il 9° Distaccamento, che comprendeva l'azione congiunta di circa 25/30 componenti delle SAP pegognaghesi, si avvalse dell'aiuto di numerose persone che assicurarono vettovagliamento, circolazione della stampa, recapito di disposizioni e tutte le informazioni che competevano ad una organizzazione clandestina. Dall'autunno del 1944 alla primavera del 1945 aumentarono le azioni contro i tedeschi e a sostegno degli abitanti, fino alla definitiva liberazione di Pegognaga nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1945. Gli anni successivi al secondo dopoguerra videro una graduale evoluzione del paesaggio e anche dell'economia locale che visse, da un lato, la meccanizzazione agricola e, dall'altro, la crescita della piccola e media industria, in stretta relazione con la costruzione del casello autostradale in prossimità dell'abitato.Bibliografia e approfondimenti:

  • Comune di Pegognaga – Comitato per il Trentennale della Resistenza, Trent'anni dopo. Episodi della lotta partigiana e della Resistenza, Pegognaga 1975.

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