memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 1175 fonti
memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 1175 fonti
memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 1175 fonti
Memorie in cammino è ottimizzato per una visualizzazine in verticale.
Ti invitiamo a ruotare il dispositivo.

Luoghi

Home Page   >    Luoghi    >    Nizza Monferrato (AT)
Search
Generic filters
Filtra i risultati:

Nizza Monferrato (AT)

La storia di Nizza Monferrato negli anni della Seconda Guerra Mondiale è una storia fatta di tante pagine, segnate da prove e da gloria, scritte dalla popolazione nicese. Un capitolo importante è senza dubbio quello che si apre con il settembre 1943 e si chiude il 25 aprile 1945: la Resistenza nicese. Già a fine settembre 1943 Nizza è occupata da un contingente delle SS tedesche che pongono la sede del comando e del tribunale militare nei locali delle scuole medie. In questo clima di paura e di angoscia, i nazisti setacciano case ed istituti in cerca di giovani da arruolare. A partire dall'estate del 1944 si costituisce, soprattutto in questo territorio a sud del fiume Tanaro, una fitta rete di Comitati di Liberazione Nazionale, di cui il più importante è proprio quello di Nizza Monferrato perché nasce nella città che, con Canelli, rappresenta il centro urbano di riferimento per tutta la zona meridionale della provincia astigiana. I mesi di luglio e agosto del 1944 sono decisivi e ricchi di avvenimenti. Se da un lato le formazioni partigiane acquistano consistenza, concentrando nei paesi vicini lungo la Valle del Belbo gruppi appartenenti a comandi diversi e organizzando imboscate ed azioni di disturbo; dall'altro lato, si registrano delazioni, notizie false, vendette segrete, vessazioni, soprusi e condanne a morte da parte dei tedeschi e dei fascisti presenti nella zona con un reparto della Brigata "Muti". Il 26 agosto 1944 gli scontri si fanno più frequenti e più duri. Da parte dei Comandi partigiani di Nizza e della Valle Belbo si decide una eccezionale e rischiosa spedizione contro una caserma di Alessandria: una battaglia cruenta, nella quale perdono la vita quattro giovani nicesi. A loro fu intitolata poi la Divisione Partigiana "Martiri di Alessandria" e in seguito la piazza del Comune in cui oggi ha sede il Municipio. La rappresaglia nazista non si fa attendere: negli ultimi giorni di agosto si susseguono gli scontri tra partigiani e tedeschi. Questi ultimi incendiano case, saccheggiano e devastano, catturano gli uomini come ostaggi. È il periodo della "grande stagione della Resistenza", ma anche della grande illusione sulla prossima e vittoriosa conclusione della guerra. La zona è ormai matura per perfezionare e consolidare l'esperimento di autogoverno democratico con l'istituzione di un vero e proprio organo dirigente politico che si occupa di impartire direttive comuni nei vari settori, di regolarizzare normative in determinati ambiti, che funga da organo centrale di coordinamento. Nasce così la zona libera dell'Oltretanaro che, nell'autunno del 1944, dà vita alla Repubblica partigiana dell'Alto Monferrato che coordina l'attività di quaranta comuni controllati ed amministrati dalle forze partigiane ed antifasciste con sede a Nizza Monferrato ed a Agliano Terme. Alla fine di novembre un grande dispiegamento di forze nazifasciste dà avvio ad un eccezionale e sistematico accerchiamento: rastrellano e setacciano ogni punto, per arrivare a chiudere, come in una morsa, Nizza Monferrato e Canelli che sono definitivamente occupate il 2 dicembre 1944. Questo massiccio e violento rastrellamento pone così fine all'esperienza della Repubblica partigiana, a quell'illusione di pace e di libertà che le popolazioni contadine avevano imparato a conoscere per pochi mesi e causando anche lo sbandamento di cinque divisioni partigiane operanti nella zona che si ridistribuiscono sulle Langhe, nell'Acquese, verso le alture e le vallate dell'Orba. Nella zona di Nizza e di Canelli si stabiliscono con i tedeschi le forze della Divisione "San Marco" e continuano le perquisizioni, i prelevamenti di ostaggi e i soprusi contro famiglie sospette. La liberazione per Nizza arriverà solo nell'aprile 1945 quando i partigiani aumentano la pressione sulla città con sparatorie e sortite che durano tutta la notte tra il 23 e il 24 aprile fino ad ottenere la ritirata verso Acqui dei soldati della Divisione "San Marco". Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, Nizza Monferrato è tra le città decorate al Valor Militare per la guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare.Bibliografia e approfondimenti:

  • L. Carimando e M. Renosio, La guerra tra le case. 2 dicembre 1944, L'Arciere, Cuneo 1988;
  • M. Renosio, Colline partigiane. Resistenza e comunità contadina nell'Astigiano, FrancoAngeli, Milano 1994;
  • E. Collotti, R. Sandri, F. Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, Giulio Einaudi Editore, Torino 2001;
  • per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito ufficiale del Comune di Nizza Monferrato e il sito dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Asti.

Fonti
Soci

Naviga in memorieincammino.it

Tutte le pagine che navigherai le ritroverai in quest'area.

Memorie in cammino
Right Menu Icon