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Mühlberg an der Elbe (GERMANIA)

Centro della Germania, nella Sassonia-Anhalt, Mühlberg si trova sulla riva orientale del fiume Elba e dista circa 80 km a nord-ovest dalla città di Dresda. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la cittadina divenne sede di uno dei più grandi campi nazisti per prigionieri di guerra. Lo Stalag IV B fu inaugurato alla fine del settembre 1939 ed era situato ad 8 km a nord-est di Mühlberg. I primi detenuti furono soldati polacchi catturati dall'esercito tedesco nel settembre 1939 durante l'invasione della Polonia. Nel maggio 1940 arrivarono i primi soldati francesi e l'anno dopo anche britannici, australiani e sudafricani. Nel 1942, con la campagna militare in Unione Sovietica, si aggiunsero i prigionieri russi, e l'anno successivo, dopo l'Armistizio italiano con gli Alleati, furono deportati qui anche un buon numero di soldati italiani. In totale furono circa 300.000 i prigionieri, provenienti da oltre 40 nazioni, che passarono per il campo di Mühlberg. Di questi, più di 3.000, per la maggior parte russi, morirono. Nell'aprile 1941 sul campo di esercitazioni militari di Zeithain, a nord di Riesa, fu istituito lo Stalag 304 (Stalag IV H), poi divenuto Stalag IV B Zeithain, sottocampo di Mühlberg. Inizialmente destinato ad accogliere prigionieri di guerra sovietici, dal 1943 fu adibito anche a lazzaretto di riserva (Reservelazarett) per prigionieri di guerra di altre nazionalità, tra cui anche moltissimi Internati Militari Italiani. Le condizioni in cui versavano i prigionieri erano disumane: mancanza di igiene, denutrizione, assistenza medica insufficiente e lavoro coatto facilitarono l'insorgere e il diffondersi di gravi malattie, soprattutto tubercolosi, determinando la morte di decine di migliaia di prigionieri, tra cui 850 italiani, sepolti per la maggior parte nel cimitero militare italiano di Jacobsthal e in parte nel cimitero di Mühlberg e Neuburxdorf. Il campo fu liberato dall'Armata Rossa il 23 aprile 1945 e successivamente trasformato in zona di esercitazione militare sovietica. Degli Internati Militari Italiani superstiti, tra cui molti gravemente ammalati, alcuni morirono sulla via del rientro e furono sepolti a Praga. Negli anni seguenti, grazie al lavoro di ricerca di alcuni reduci di Zeithain, primi tra tutti Padre Luca M. Ajroldi, ex cappellano del campo che aveva annotato nel suo diario tutti i nominativi e i dati degli IMI deceduti a Zeithain, e l'ex Tenente Colonnello Leopoldo Teglia, fu possibile nel 1991 localizzare il cimitero militare italiano, riesumare e rimpatriare le spoglie di quasi tutti i caduti italiani a Zeithain. Sul territorio oggi sorge un museo e una memoriale che la comunità locale ha costruito nei pressi della stazione in ricordo delle vittime dello Stalag IV B Zeithain.

Bibliografia e approfondimenti:

  • P. Luca M. Ajroldi, Zeithain campo di morte, Scuola Tipografica Artigianelli, Pavia 1962;
  • Gianni Giannoccolo, Gli Internati Militari Italiani nei campi tedeschi 1943-1945, Tecnostampa Edizioni, Reggio Emilia 1989;
  • Maria Vittoria Zeme, Il tempo di Zeithain, Alberti Libraio Editore, Verbania-Intra 1994;
  • Gerhard Schereiber, I militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo Reich 1943-1945, SME-Ufficio Storico, Roma 1997;
  • Leopoldo Teglia, I caduti di Zeithain, 2007;
  • sito web Lager Mühlberg 1939-1948.

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