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Monza (MB)

Comune della Lombardia e capoluogo della provincia di Monza-Brianza, la città di Monza è situata a Nord Est di Milano, nell'alta pianura lombarda, all'estremità meridionale della Brianza, della quale è il maggiore centro. Disposta lungo l'asse stradale che congiunge Milano a Sesto San Giovanni, è composta da un nucleo storico, dove si concentrano le principali attività direzionali e amministrative; da un'ampia fascia periferica, con funzione industriale e residenziale; e da alcuni quartieri abitativi che si estendono soprattutto nella parte settentrionale, dove sorgono la Villa Reale (con il vasto parco) e l'Autodromo. Durante la Seconda Guerra Mondiale Monza fu ripetutamente bombardata dagli Alleati e, dopo il 1943, subì anche l'occupazione nazista. L'aviazione anglo-americana bombardò per la prima volta la città l'8 agosto 1943, per poi continuare costantemente fino all'ultima incursione del 13 aprile 1945. Sul fronte della lotta di Liberazione, sin dal 1943, prima del 25 luglio e dell'Armistizio, si costituì a Monza il Fronte di Azione Antifascista, che diffondeva le notizie per mezzo del giornale Pace e Libertà, stampato nei pressi di Olgiate Calco da Antonio Gambacorta Passerini. Dopo le manifestazioni di giubilo per le notizie della caduta di Mussolini, il 14 settembre la città fu occupata dalle truppe tedesche comandate dal generale Meihnold e, in seguito alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana, il comando del presidio militare nella Villa Reale fu assunto dal comandante della 25^ Legione MVSN Pietro Agosteo, mentre responsabile del Fascio repubblicano divenne il dottor Gino Asti. In questo periodo si organizzò anche il Comitato di Liberazione Nazionale, diretto inizialmente da Luigi Fossati per la Dc, Enrico Farè per il Psi, Fortunato Scali per il Pci e in seguito anche da Dante Porta per il Partito d'Azione. L'attività del CLN fu impostata in modo tale da evitare rappresaglie contro la popolazione civile, ma l'occupazione nazifascista si fece comunque sentire attraverso gli arresti, le torture e le uccisioni dei partigiani. Le figure più importanti della Resistenza monzese furono: Gianni Citterio (il Commissario Politico "Redi", Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria), Ferdinando Tacoli (Medaglia d'Argento) ed Elisa Sala. Il 25 aprile 1945, intorno a mezzogiorno, Monza insorse e il CLN assunse i pieni poteri. Il Comando della Guardia Nazionale Repubblicana, sito in via Regina Teodolinda, si arrese rapidamente e i partigiani riuscirono ad occupare l'ex casa del Fascio e il distretto di via De Amicis. Più complicato fu l'accordo con le SS tedesche, che rimasero nel loro quartier generale fino al 30 aprile e si arresero solo agli anglo-americani.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Vittorio D'Amico (a cura di), Monza nella Resistenza, Edizione del Comune di Monza, 1960;
  • Francesco De Giacomi, Enrica Galbiati (a cura di), Monza. La sua storia, Associazione Pro Monza, Monza 2002;
  • sito istituzionale del Comune di Monza.

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