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La Spezia (SP)

Capoluogo dell'omonima provincia in Liguria e secondo comune della regione per popolazione dopo Genova, La Spezia si trova all'estremo levante della regione, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome. Il territorio comunale fa parte dell'Autorità di bacino interregionale del fiume Magra, mentre il borgo di Tramonti e la circostante collina rientrano anche nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, La Spezia fu uno degli obiettivi più colpiti dai bombardamenti aerei alleati: i maggiori furono quelli del 14 e 19 aprile e poi del 2, 12, 19 e 22 maggio 1944. Tuttavia la storia di La Spezia durante il conflitto è soprattutto legata a quella del suo porto e alla presenza della più importante base della Regia Marina Militare nell'alto Tirreno, sede del Comando della Squadra Navale da guerra e dell'Arsenale militare. Alla data dell'8 settembre 1943, annuncio dell'Armistizio, la flotta militare italiana - composta da 5 corazzate, 8 incrociatori, 7 incrociatori ausiliari, 23 sommergibili, una settantina di MAS e 37 cacciatorpediniere e torpediniere - ebbe l'ordine di salpare per porti alleati, e in caso di pericolo di cattura da parte dei tedeschi, di autoaffondarsi. Obbedendo agli ordini ricevuti dal Capo di Stato Maggiore della Marina di dirigersi verso l'isola della Maddalena in Sardegna, l'ammiraglio Carlo Bergamini, comandante della flotta da guerra, la mattina del 9 settembre fece uscire da Genova e da La Spezia le unità, tra cui l'ammiraglia della Marina, la corazzata "Roma" di 35.000 tonnellate, tre incrociatori, due squadriglie di caccia. Arrivate nei pressi dell'isola, il comandante ricevette l'ordine di dirigersi verso la costa africana, in quanto la base era stata catturata dai tedeschi.  L'ordine venne eseguito, ma i tedeschi, svanita la possibilità di impadronirsi della flotta, attuarono il piano di affondamento. La "Roma", colpita da un gruppo di bombardieri tedeschi, esplose spezzandosi in due. Dei 1.849 uomini di equipaggio, 1.253 persero la vita insieme al comandante Bergamini e a tutto lo Stato Maggiore. Il resto della flotta si ricongiunse con una squadra britannica che lo scortò fino a Malta. Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, a La Spezia si ricostituì la X Flottiglia MAS, che nei mesi successivi si dimostrò strumento spietato nelle rappresaglie. In città e nel territorio spezzino operarono i partigiani della VI Zona operativa ligure che, alla data della Liberazione, ammontavano a 4.814. La Spezia fu liberata dai partigiani il 24 aprile 1945, mentre sopraggiungevano gli Alleati. Per i sacrifici della sua popolazione nella lotta di Liberazione, la città è stata decorata con la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, inoltre, La Spezia divenne base di partenza degli scampati ai lager nazisti. Dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre 23.000 ebrei riuscirono a lasciare clandestinamente l’Italia diretti in Palestina. A seguito di lunghe e tormentate vicende le tre navi "Fede", "Fenice" ed "Exodus" si mossero tutte dal golfo spezzino, tanto che nelle carte geografiche israeliane La Spezia è indicata col nome di "Schàar Zion" - "Porta di Sion". In memoria di questo importante avvenimento ogni anno la città ospita il Premio Exodus dedicato all’interculturalità.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Vito Paticchia (a cura di), Percorsi della Memoria. 1940-1945 La storia, i luoghi, con la collaborazione di Paolo Zurzolo, Clueb, Bologna 2005;
  • Sito istituzionale del Comune di La Spezia.

Fonti
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La Spezia (SP)

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