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Isola Dovarese (CR)

Circondato per tre quarti dalle acque dell'Oglio, questo borgo della Pianura Padana risulta per la sua posizione strategica un insediamento di particolare importanza fin dalle sue origini. Il ponte di ferro, comunemente chiamato dagli isolani "Ponte Vecchio", è la concretizzazione di questo vincolo tra Isola Dovarese e il suo fiume: testimonianza di un profondo legame che ha segnato le vicende storiche del paese, ma, al contempo, anche espressione dello sforzo di far proprio il territorio per renderlo vivibile e capace di prosperare in tempi nuovi. Il ponte stesso è un prodotto dei "tempi nuovi", inaugurato come è stato nell'anno 1900: esso ci racconta la vita di un luogo e di una comunità, le storie delle persone che l'hanno attraversato e abitato e, per questo, reso parte integrante del volto di Isola Dovarese. Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale il passaggio sull'Oglio per il ponte di Isola Dovarese era percorso obbligato per le truppe tedesche che abbandonavano il fronte sull'Appennino Tosco-Emiliano. Uno dei tragitti preferiti dai soldati in ritirata per raggiungere il Lago di Garda, e quindi il Brennero, prevedeva infatti l'attraversamento del Po a Cremona e dell'Oglio a Isola Dovarese. Ciò era dovuto al fatto che nell'agosto 1944 era stato abbattuto il ponte di Ostiano, mentre quello di Canneto era continuamente oggetto di mitragliamenti e bombardamenti da parte delle truppe alleate. Anche il territorio di Isola Dovarese divenne bersaglio degli Alleati che in questo modo intendevano fermare la ritirata delle truppe tedesche. Secondo le testimonianze, gli attacchi al ponte iniziarono verso la fine di novembre del 1944, dopo la fiera di Santa Caterina, e continuarono fino alla primavera del 1945 con una cadenza compresa tra la settimana e la quindicina di giorni, con incursioni più o meno distruttive per il paese e con un numero di aerei variabili tra due a otto. E così, alla memoria delle organizzazioni partigiane nate nel cremonese nell'inverno-primavera 1945, e dei partigiani isolani caduti sulle montagne nel corso della Resistenza, si aggiunge anche quella degli abitanti delle case della contrada delle Gerre vicine al ponte che subirono i pressanti bombardamenti alleati. Infine, il ponte ci parla ancora di libertà e di pace attraverso il sacrificio di tre giovani, Romolo Bocci, Cesare Meda e Giuseppe Piazza delle Brigate SAP "Matteotti", uccisi dai tedeschi sul ponte dell'Oglio nella notte tra il 28 e il 29 aprile 1945.Bibliografia e approfondimenti:

  • Comune di Isola Dovarese, Biblioteca Civica, Per non dimenticare. Riflessioni sulla seconda guerra mondiale a 50 anni dalla fine, Isola Dovarese 1997;
  • Mario Baratti, Luciano Sassi (a cura di), Soldati e "sbandati" dell'8 settembre '43. Storie di una generazione, Quaderni del Museo Laboratorio della memoria, n.1, Isola Dovarese 2000;
  • Mario Baratti, Luciano Sassi (a cura di), ... La guerra non è finita. Storie di guerra e di prigionia dopo l'8 settembre 1943, Quaderni del Museo Laboratorio della memoria, n.3, Isola Dovarese 2001.

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