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Faenza (RA)

Comune romagnolo in provincia di Ravenna, Faenza si trova sulla via Emilia, tra Imola e Forlì, e sorge presso la confluenza del fiume Lamone con il torrente Marzeno. Florido mercato agricolo, la città è famosa in tutto il mondo per l'industria delle maioliche e dal 1908 ospita il Museo Internazionale delle Ceramiche. Centro tradizionale delle forze cattoliche romagnole legate a Giuseppe Donati, negli anni del regime fascista Faenza fu al centro di una vivace attività antifascista organizzata da comunisti, repubblicani e cattolici. Durante la Seconda Guerra Mondiale la città fu bombardata più volte: un primo attacco si verificò il 2 maggio 1944; un secondo, il 13 maggio. Nel corso del 1944 Faenza fu colpita circa cento volte: i due terzi dell'abitato furono distrutti e tra le vittime delle incursioni aeree ci fu anche il vescovo, Mons. Antonio Scarante. Nella tarda primavera del 1944 si riuscì a dar vita ad una struttura partigiana organizzata che vide alcune figure distinguersi particolarmente nella lotta:

  • Benigno Zaccagnini, di orientamento politico cattolico, fu membro del Comitato di Liberazione Nazionale e tra i più attivi combattenti antifascisti della sua provincia. Durante la Resistenza strinse amicizia con Arrigo Boldrini e, nonostante la loro diversità ideologica (Boldrini era del Partito Comunista Italiana), collaborarono senza screzi alla liberazione della Romagna;
  • Sirio Corbari, comunemente conosciuto come Silvio, nacque a Faenza il 10 gennaio 1923. Quarto di cinque fratelli (tre maschi e due femmine), aveva vent'anni quando cominciò l'attività partigiana, distinguendosi subito per azioni audaci che divennero leggenda. All'inizio del 1944 costituì intorno a sé un gruppo di piccole dimensioni, passato alla storia come Banda Corbari. Priva di connotazione politica definita, la decisione di Silvio Corbari di prendere parte alla lotta armata è piuttosto da collegare alla ribellione innata nei confronti del regime, al desiderio di cacciare i tedeschi e al rifiuto della leva obbligatoria decretata dai bandi di arruolamento nella Repubblica di Salò. In seguito all'uccisione di Gustavo Morabini, esponente della Guardia Nazionale Repubblicana di Forlì, Silvio Corbari fu catturato dal comando tedesco grazie alle informazioni di una spia e impiccato a Castrocaro il 18 agosto del 1944. Il suo corpo, insieme a quelle dei compagni Adriano Casadei, Iris Versari e Arturo Spazzoli, fu trasportato a Forlì e appeso ai lampioni in Piazza Saffi fino al giorno seguente;
  • il calciatore Bruno Neri, classe 1910, aveva militato in importanti club di serie A degli anni '30 (Fiorentina, Lucchese e Torino) disputando anche tre partite con la nazionale guidata da Vittorio Pozzo, accanto a Meazza e Piola. Dopo l'occupazione tedesca dell'Italia, tramite il cugino Virgilio Neri, Bruno aderì all'Organizzazione Resistenza Italiana (ORI), un movimento collegato all'Office of Strategic Service (OSS) americano e impegnato in azioni di intelligence e servizi segreti. Neri operò insieme a un gruppo di patrioti, portando a termine azioni rilevanti. Il 10 luglio del 1944, durante il tentativo di recuperare armi lanciate da aerei alleati nei pressi dell'eremo di Gamogna, Neri e Bellenghi persero la vita in uno scontro con i tedeschi.

Faenza fu liberata il 16 dicembre 1944 dalle truppe neozelandesi. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana la città è stata decorata al Valor Militare ed è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Miltare. Oggi, sul territorio, in località Santa Lucia, si trova il Faenza War Cemetery, dove sono sepolti 1.152 soldati dell'VIII Armata inglese uccisi nelle operazioni di sfondamento della Linea Gotica e per la liberazione della città: tra questi, 224 soldati del 28° Battaglione Maori dell'esercito neozelandese, contrassegnato dalle insegne del kiwi e della felce bianca.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Gianfranco Casadio, Rosella Cantarelli, La Resistenza nel Ravennate, Edizioni Mistral, Ravenna 2001;
  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria 1943-1945, Touring Club Italiano, Milano 2005.

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