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Cremona (CR)

Comune italiano capoluogo della provincia omonima, Cremona è situata nel sud della Lombardia, nel cuore della Pianura Padana e poco distante dalle rive del fiume Po. Fin dall'ultimo ventennio dell'Ottocento la città si consolidò come centro commerciale e industriale, capoluogo di una provincia agricola in cui si svilupparono intense lotte bracciantili e operaie. Dal 1922 il partito fascista si impadronì delle amministrazioni comunali di tutta l'area: durante il Ventennio tutto il Cremonese e, in particolare, la città di Cremona furono legate alla personalità di Roberto Farinacci, il "duro del Regime", organizzatore di uno dei più feroci squadrismi agrari e fondatore del movimento fascista in città. Farinacci andò sempre più rafforzando il suo potere su Cremona, dominandone la vita politica ed economica fino al 1945. In quel periodo venne realizzato un importante intervento urbanistico che portò all'isolamento della Cattedrale, abbattendo le case e le botteghe addossate al Duomo per ottenere la visione globale del monumento come si presenta oggi. Inoltre, parte del centro cittadino fu trasformato radicalmente con l'abbattimento di edifici precedenti per costruire nuovi palazzi pubblici e privati. Subito dopo l'Armistizio italiano dell'8 settembre 1943, la città fu occupata da reparti delle Waffen-SS dopo alcuni scontri in cui morirono una quindicina tra soldati e ufficiali italiani (9 settembre 1943). Nell'autunno le rive del Po, dell'Adda e dell'Oglio si popolarono di giovani renitenti alla leva della RSI, ma la loro organizzazione in gruppi armati fu molto lenta. Infatti, la maggior parte delle armi da loro raccolte nelle caserme abbandonate fu inviata alle nascenti bande del Piacentino, mentre il loro lavoro clandestino fu indirizzato principalmente al soccorso dei prigionieri alleati fuggiti dai campi di Fontanellato e Busseto (PR). Con la primavera del 1944 l'estendersi dei collegamenti consentì l'invio di un buon numero di giovani alle formazioni in montagna. La creazione di un comitato militare comunista, del CLN e, nell'estate 1944, di una giunta militare interpartitica, non riuscì però a concretizzare lo sviluppo della lotta armata, sempre frenata dall'attendismo dei rappresentanti dei partiti moderati. Solo nel luglio 1944 il Partito Comunista riuscì ad attivare una sessantina di uomini che cominciarono ad agire in provincia con azioni di disarmo e con il deragliamento di un treno. Il 26 aprile 1945, fuggito Roberto Farinacci dalla città, il prefetto di Cremona passò i poteri al CLN e tedeschi e militi della 12^ Brigata Nera "Augusto Felisari" si arresero senza opporre resistenza. In città non si verificarono fatti d'arme rilevanti, mentre in provincia si registrarono alcuni scontri con colonne in ritirata o per il controllo dei traghetti sul Po. Roberto Farinacci venne catturato il 27 aprile a Beverate, in provincia di Como, dai garibaldini della 104^ Brigata, processato a Vimercate e fucilato il giorno dopo.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Giuseppe Azzoni, Fascismo a Cremona e nella sua provincia. 1922-1945, Anpi Cremona, 2013;
  • sito istituzionale del Comune di Cremona;
  • portale del Turismo a Cremona.

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