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Collegno (TO)

Il Piemonte è stata una delle regioni italiane che più coraggiosamente ha intrapreso la battaglia della liberazione nazionale e della democrazia nei due lunghi anni della Resistenza italiana dal 1943 al 1945: un contributo dato in ogni città, in ogni paese, sulle montagne, in ogni sentiero. In questo quadro, si inserisce anche la storia del comune di Collegno, tristemente associato a Grugliasco per il tributo di sangue versato per la libertà. Allo scoppio della guerra, Collegno e Grugliasco erano due insediamenti ancora prevalentemente rurali, con una popolazione di circa 8.000 abitanti il primo e di circa 5.400 il secondo: due comunità relativamente ristrette e comunque concentrate soprattutto nei rispettivi centri storici. La mancanza di mezzi di trasporto, la difficoltà delle comunicazioni e la distanza dalla grande città di Torino facevano sì che le due comunità vivessero prevalentemente di prodotti locali, ricorrendo ai pochi esercizi commerciali esistenti e ai mercati settimanali. Con l'annuncio dell'Armistizio dell'8 settembre 1943 diversi giovani grugliaschesi e collegnesi presero la via dei monti. Alcuni andarono verso Giaveno, entrando nella Divisione autonoma "Sergio De Vitiis", altri entrarono nelle Brigate Matteotti, altri ancora in quelle di Giustizia e Libertà, ma la maggior parte di loro scelse le divisioni Garibaldine. Inoltre nell'aprile del 1944, a Collegno, alcuni antifascisti costituirono il CLN locale. La presenza di fascisti e tedeschi nella zona era abbastanza consistente: erano presenti sul territorio di Collegno uomini della X MAS, un distaccamento di artificieri e granatieri tedeschi, una decina di militari tedeschi elettricisti a guardia della centrale elettrica e una compagnia di militi fascisti. Nello stesso periodo l'attività della Resistenza in zona si caratterizzò soprattutto per la presenza della 15^ Brigata SAP "Paolo Arnaud", costituitasi il 5 giugno 1944, con comando a Rivoli e con distaccamenti anche a Collegno e Grugliasco. Con la primavera del 1945, l'avanzata degli Alleati e l'insurrezione delle città dell'Italia settentrionale contro l'occupazione nazista, la situazione divenne ancora più tragica per tutti quelli che si trovavano sulla strada della ritirata tedesca. I paesi di Collegno e Grugliasco furono coinvolti in una strage contro civili e partigiani del posto perpetrata da soldati facenti parte della 34^ Infanterie-Panzer Division del generale Hans Schlemmer. Questa divisione, già combattente sul fronte orientale, contava su circa 12.000 uomini e in Italia era di stanza in Liguria. Il suo scopo era di contrastare le bande partigiane del posto. Con l'esercito tedesco ormai prossimo alla resa e la città di Torino ormai liberata dai partigiani, la colonna doveva congiungersi tra Stupinigi e Rivoli con la V Division Alpenjager "Gambus" per poi ritirarsi aggirando il capoluogo piemontese per cercare di raggiungere il Brennero. Tuttavia, durante la ritirata, questa divisione si macchiò di gravi crimini contro le popolazioni locali. Solo in Piemonte uccise oltre 300 persone. L'eccidio più feroce si ebbe appunto tra i paesi di Grugliasco e Collegno. I partigiani sappisti che controllavano il territorio concessero il passaggio ai tedeschi a patto di evitare attacchi o rappresaglie sulla popolazione. Una volta entrati, i nazisti vennero però meno all'accordo e cominciarono ad attaccare la popolazione. I primi due morti si ebbero la sera del 29 aprile a Grugliasco. Il 30 aprile si ebbe la quasi totalità delle esecuzioni dei rastrellati, 65 persone, in prevalenza avvenute sul territorio di Grugliasco. L'epilogo avvenne il 1° maggio quando un ragazzino di tredici anni, Romano Dellera, usato come ostaggio dai tedeschi, fu giustiziato e abbandonato nel cimitero di Rivoli. Delle 67 vittime, – partigiani, civili (tra i quali il Segretario comunale ed il custode del Municipio di Grugliasco) ed anche un sacerdote – che furono crudelmente seviziate e passate per le armi, 32 erano residenti di Collegno, 20 residenti del confinante comune di Grugliasco e i restanti 15 erano partigiani provenienti da altri comuni. Molti dei caduti erano poco più che ragazzi. La ritirata della 34^ divisione ebbe però vita breve. Ormai accerchiati, deviarono verso Venaria Reale ed il 3 maggio furono costretti a consegnarsi alle truppe alleate, nel frattempo giunte a Torino. Anche la risposta partigiana alla strage non si fece attendere: nel tardo pomeriggio del 1° maggio 1945 parte della popolazione, insieme ad un gruppo di sappisti locali, si vendicò uccidendo a Collegno 29 militi della Repubblica Sociale, tenuti prigionieri da qualche giorno, come rappresaglia all'eccidio nazista compiuto dai tedeschi il giorno prima. Si trattava probabilmente di soldati sbandati, tutti o quasi appartenenti alla Divisione Littorio, che nei giorni della Liberazione avevano deciso di staccarsi dai reparti tedeschi. Scrive Bruno Maida nella premessa del suo libro Prigionieri della memoria: "La storia di Collegno e di Grugliasco è la storia di due stragi e di un centinaio di persone fucilate, legate da un particolare e complesso intreccio di due fenomeni che caratterizzano la fase finale della Resistenza in Italia, ossia la scia di sangue lasciata dalle truppe tedesche in ritirata e la resa dei conti, atto finale, sebbene con lunghe appendici, della guerra civile". Sia Grugliasco che Collegno hanno sempre considerato concordemente i caduti di quell'eccidio come propri martiri, al di là del fatto che maggiore fu il numero di caduti nel territorio grugliaschese o più numerose furono le vittime collegnesi. Ecco perché ad entrambe le città è stata conferita la Medaglia d'Argento al Merito Civile. Per Collegno, la medaglia è stata conferita dall'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con decreto del 13 aprile 2006, controfirmato dal Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, con la seguente motivazione: "Piccolo comune rurale di circa ottomila abitanti, generosamente impegnato nella lotta partigiana, subiva un efferato eccidio da parte delle truppe naziste che trucidarono brutalmente trentadue cittadini, la metà giovani non ancora ventenni. Luminoso esempio di spirito di sacrificio e di profonda fede in un'Italia libera e democratica". Dedicata alle vittime e alle loro famiglie, questa onorificenza è stata appuntata al gonfalone del Comune il 2 giugno 2006 dal Prefetto, nel corso della cerimonia per la festa della Repubblica a Torino.Bibliografia e approfondimenti:

  • Bruno Maida, Prigionieri della memoria. Storia di due stragi della Liberazione, FrancoAngeli, Milano 2002;
  • "Questo non doveva più esserci". L'eccidio del 29 e 30 aprile 1945 a Collegno e Grugliasco, comuni insigniti della Medaglia d'Argento al Merito Civile, 2006;
  • sito ufficiale del Comune di Collegno.

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