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Cogollo del Cengio (VI)

Comune veneto in provincia di Vicenza, Cogollo del Cengio è situato alla sinistra del torrente Astico, ai piedi dell'Altopiano dei Sette Comuni, detto anche di Asiago, nelle Prealpi Venete. Insieme ai comuni dell'Altopiano e della valle, Cogollo si trovò direttamente coinvolto negli eventi della Prima Guerra Mondiale. Fin da subito fu area di confine, retrovia delle prime linee italiane che sull'Altopiano di Asiago fronteggiavano l'avanzata austriaca. Divenne così crocevia di truppe e mezzi, grazie anche alla linea ferroviaria Piovene-Asiago, inaugurata nel 1910. Il Monte Cengio, che poi legherà il suo nome a quello di Cogollo, fu teatro di numerose battaglie per la riconquista del territorio da parte dell'esercito italiano. Il dopoguerra restituì un territorio martoriato, i profughi ritornarono alle loro case, ma era tutto da ricostruire e la mancanza di lavoro si fece sentire a tal punto che molti partirono in cerca di fortuna verso il Sud America, la Francia e il Belgio. Anche la Seconda Guerra Mondiale e la lotta di Liberazione hanno lasciato su questo territorio numerosi segni. Il Vicentino, e in particolare l'Altopiano di Asiago, fu una delle zone più colpite dalla repressione nazista, soprattutto nella seconda metà del 1944 e nei primi mesi del 1945, essendo il suo territorio considerato uno sbocco indispensabile per una rapida ritirata. D'altra parte, grazie alla sua morfologia particolarmente adatta alla guerriglia, l'Altopiano favorì lo sviluppo del movimento partigiano armato: dall'inizio del 1944 il Gruppo Brigate Autonome "Sette Comuni" sull'altopiano e, nella fascia pedemontana, la Brigata Mazzini, operarono una serie di sabotaggi alle vie di comunicazione stradali e ferroviarie, attacchi ai presidi, imboscate ad automezzi militari. In primavera si trovò sull'altopiano, per un breve periodo, anche il "Battaglione Studenti", di cui Luigi Meneghello ha lasciato testimonianza nel suo racconto I piccoli maestri (Rizzoli, Collana BUR Scrittori Contemporanei, Milano 2013). L'Altopiano, però, era ancora segnato dalle mille infrastrutture della Grande Guerra: bunker e trincee, ma soprattutto una fitta rete di mulattiere e di strade camionabili fino alle quote più alte che esponeva i nuclei di patrioti alle improvvise incursioni in profondità del nemico. Nel settembre 1944, infatti, colonne tedesche appoggiate da reparti della RSI e di collaborazionisti russi entrarono nella città di Asiago, distrussero l'aeroporto e dispiegarono un fitto rastrellamento. All'inizio del 1945 ogni borgata dell'Altopiano e della fascia pedemontana era occupata da presidi nemici. Alla sopravvivenza dei patrioti restarono pochi spazi e si decise per una guerriglia "a bassa intensità", che si intensificò con l'approssimarsi della primavera, fino ai combattimenti dell'insurrezione di aprile. Gli scontri con reparti tedeschi in ritirata o in fuga cessarono su tutto l'Altopiano in 5 maggio 1945.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • sito istituzionale del Comune di Cogollo del Cengio.

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