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Canzo (CO)

Comune lombardo in provincia di Como, Canzo è posto all'estremità nord del Lago del Segrino e racchiuso tra i boschi dei monti Cornizzolo, Corni, Barzeghino e Scioscia. Ultimo paese dell'Alta Brianza, all'imbocco della Vallassina, è attraversato dal torrente Ravella, lungo il quale si è sviluppato il centro storico. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Comasco, e in particolare l'Alta Brianza, divenne località di sfollamento per i frequenti e rapidi mezzi di trasporto da e per il Milanese; e il fenomeno assunse vero e proprio carattere migratorio soprattutto dopo i bombardamenti sulla metropoli lombarda e sui dintorni. Molte famiglie milanesi furono sfollate a Canzo, dove vennero acquartierati anche un gruppo di SS italiane presso l'asilo e un gruppo di truppe tedesche con il comando installato presso la Villa Rizzoli. Ma, per la sua posizione geografica e per la possibilità di sconfinare in territorio svizzero, il Comasco era destinato ad assumere un'importanza di grande rilievo negli avvenimenti politico-militari del 1943-1945. Dopo l'imponente e sconcertante passaggio di gruppi di ex militari appartenenti all'Esercito Regio, che avevano cercato rifugio oltre frontiera nei giorni che seguirono l'Armistizio dell'8 settembre, era continuato nella zona l'afflusso di sbandati, di prigionieri di guerra evasi dai campi di concentramento dell'alta Italia, di ebrei in cerca di scampo dalle retate dei nazisti. La popolazione locale offrì aiuti e ospitalità, nonostante le spietate comminatorie dei bandi e le minacce di rappresaglie da parte dei tedeschi e delle autorità politiche neofasciste. A Canzo vennero svolte attività partigiane sui monti, dove i sentieri, precedentemente usati dai contrabbandieri, furono utilizzati per aiutare prigionieri alleati fuggiti dal campo di concentramento di Grumello del Piano a rifugiarsi in Svizzera. Sul finire della guerra, poi, cinque partigiani (O. Bottoni, F. Pellegrino, A. Deana, D. Pittari ed E. Quaranta) furono catturati e fucilati il 21 marzo 1945 e un altro, Giuseppe Mondello, subì la medesima sorte il 13 aprile 1945, dodici giorni prima della fine della guerra. In ricordo di questi partigiani, è stata posta una lapide all'ingresso del cimitero, dove furono uccisi.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Gabriele Fontana, La banda Carlo Pisacane. Carenno, Erna, Santa Brigida, Corni di Canzo, Nodolibri Editore, Como 2010;
  • Gianfranco Bianchi, Antifascismo e Resistenza nel Comasco. Rievocazione, testimonianze, documenti, Comune di Como 1975;
  • per ulteriori approfondimenti è possibile visitare i siti ufficiali del Comune di Canzo.

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