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Borgo Val di Taro (PR)

Comune emiliano in provincia di Parma, Borgo Val di Taro si trova in una conca circondata da monti lungo il corso del fiume Taro. Centro economicamente più importante della Val di Taro, Borgotaro è inoltre una frequentata località di villeggiatura estiva e base per escursioni nei vasti boschi. Durante la Seconda Guerra Mondiale il territorio delle Alte Valli del Taro e del Ceno fu una zona particolarmente importante che, dopo l'8 settembre 1943, divenne strategica per la sua posizione a ridosso della Linea Gotica, un'area che fu "culla della Resistenza e centro di coordinamento politico-militare contro il nazifascismo". Nel corso del conflitto, Borgo Val di Taro fu anche meta di numerosi sfollati: ritenuto un posto sicuro, circa 3.000 persone fuggite dalla città, dove le incursioni erano più frequenti, trovarono rifugio nella valle. Tuttavia la zona non fu totalmente risparmiata dai bombardamenti che, in due diverse occasioni, colpirono la stazione e l'Ospedale S.Maria. Il bersaglio più ambito era sempre il ponte della ferrovia Parma-La Spezia, che in realtà non fu mai colpito. Già nel novembre-dicembre 1943 si costituirono le prime bande partigiane che ben presto divennero formazioni organiche. Con il sostegno della popolazione civile e dopo scontri sanguinosi, nel giugno 1944 i partigiani delle valli del Taro e del Ceno riuscirono ad eliminare tutti i presidi nazifascisti del territorio e i Comuni vennero retti da Amministrazioni democratiche. La zona libera della valle del Taro, nella quale fu pubblicato anche il giornale La Nuova Italia, durò poco più di un mese quando il 15 luglio 1944 le forze nazifasciste diedero il via ad un tremendo rastrellamento che colpì le formazioni partigiane e la popolazione civile. Altro grande rastrellamento fu quello del 6 gennaio 1945: truppe tedesche e reparti fascisti alpini della Divisione Monterosa tesero un'imboscata ai partigiani al Passo Santa Donna uccidendone sette; sei di questi provenivano proprio da Borgo Val di Taro. Tutto ciò non valse a piegare le popolazioni che continuarono la lotta di Liberazione riuscendo a bloccare la ritirata di numerosi reparti nemici che cercavano scampo nella Valle Padana, determinandone la resa. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana, il Comune di Borgo Val di Taro è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare nel 1983 dall'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, con la seguente motivazione: "Il territorio delle Alte Valli del Taro e del Ceno, zona di particolare importanza strategica a ridosso della Linea Gotica, divenne sin dal settembre 1943, culla della Resistenza e centro di coordinamento politico-militare contro il nazifascismo. Le "Bande Partigiane", subito costituitasi in formazioni organiche, coadiuvate dalle popolazioni, si batterono con inusitato valore e determinazione, dandosi, una prima volta nel giugno 1944, un'amministrazione democratica e libera stampa contro di cui si scatenarono la ferocia e la rappresaglia nemiche, lasciarono ovunque lutti e rovine, nonostante l'eroica resistenza armata. Tutto ciò non valse a piegare le popolazioni che continuarono a mantenere accesa la resistenza all'invasione sino alla liberazione e che, con dura e sanguinosa lotta delle forze partigiane, si sottrassero definitivamente al giogo straniero concorrendo a fermare la ritirata dei numerosi reparti nemici che cercava scampo nella Valle Padana ed a determinare la resa. Borgo Val di Taro, febbraio 1944 - aprile 1945"

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