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Borgo San Dalmazzo (CN)

Comune piemontese in provincia di Cuneo, Borgo San Dalmazzo si trova tra la Valle Stura di Demonte a nord e la Valle Gesso a sud-est. Il territorio è attraversato da due importanti arterie stradali che conducono in Francia e che lo rendono un polo commerciale, industriale e agricolo di grande rilievo: la SS 21, che passa per la Valle Stura di Demonte e il Colle della Maddalena, e la SS 20, per la Valle Vermenagna e il Colle di Tenda. Tipico del luogo è anche l'allevamento di lumache, a cui in dicembre è dedicata una fiera gastronomica. Borgo San Dalmazzo, infine, fa parte della Comunità Montana Valle Stura. Durante la Seconda Guerra Mondiale, poco dopo l'Armistizio italiano, un migliaio di profughi ebrei francesi, persa la precaria protezione in precedenza accordata loro dalle truppe italiane di occupazione, decisero di varcare il confine nella speranza di trovare rifugio in Italia. E così, il 18 settembre 1943 questo numeroso gruppo iniziò una lunga marcia da Saint-Martin de Vésubie attraverso le Alpi e giunse nel Cuneese. Qui gli ebrei trovarono ad attenderli gli uomini della XII Compagnia del 2° Battaglione del 3° Reggimento della Divisione corazzata Waffen SS Leibstandarte Adolf Hitler (LSSAH) che, dopo un'azione di rastrellamento, ne catturarono 349. Reclusi a Borgo San Dalmazzo nella ex caserma degli Alpini, trasformata dal comando della LSSAH in Polizeihaftlager (campo di prigionia di polizia), gli ebrei francesi furono poi deportati il 21 novembre successivo nel Dulag di Drancy, in territorio francese, e di lì trasferiti ad Auschwitz. Di essi, ne torneranno a casa solo 9. Sotto la guida del parroco don Raimondo Viale, la popolazione di Borgo San Dalmazzo si prodigò per alleviare le sofferenze dei prigionieri durante il periodo di internamento nel paese, ma soprattutto dette rifugio alle centinaia di quegli ebrei che erano riusciti a sfuggire alla cattura, nascondendoli nella zona o aiutandoli a raggiungere luoghi sicuri, in collaborazione con la Delasem (Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei). Le persone salvate furono centinaia. Il 20 settembre 1998 una piazza del paese è stata intitolata a don Raimondo Viale, al quale nel 2000 è stata riconosciuta l'onorificenza di Giusto tra le Nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme. Inoltre, il 19 aprile 2001 l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha concesso alla città la Medaglia d'Oro al Valor Civile con la seguente motivazione: "Comune situato in prossimità del confine con la Francia, all'indomani dell'armistizio, sebbene occupato dalla truppe tedesche, accoglieva numerosi transfughi ebrei, fornendo loro rifugio e sostentamento. Partecipava attivamente alla lotta di liberazione con sacrificio eroico di numerosi suoi figli e sopportava con indomito coraggio e dignitosa fierezza le rappresaglie del nemico, offrendo splendido esempio di spirito di abnegazione e di amor patrio". Altra personalità legata a Borgo San Dalmazzo è quella del militare e partigiano italiano Riccardo Boschiero, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Comandante di un gruppo di partigiani della Brigata "Valle Stura", 1^ Divisione Giustizia e Libertà, Boschiero muore a Borgo San Dalmazzo il 27 aprile 1944 durante un rastrellamento nazifascista.Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Alberto Cavaglion, Nella notte straniera. Gli ebrei di Saint Martin Vésubie. 8 settembre-21 novembre 1943, L'Arciere, Cuneo 2003;
  • Israel Gutman, Bracha Livlin, Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei 1943-1945, Mondadori, Milano 2006;
  • per ulteriori informazioni su Borgo San Dalmazzo si rimanda al sito ufficiale del Comune.

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