memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 879 fonti
memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 879 fonti
memorieincammino.it
Testimonianze, documenti, immagini di un'Italia in trasformazione (1922-1945)
Sono presenti 879 fonti
Memorie in cammino è ottimizzato per una visualizzazine in verticale.
Ti invitiamo a ruotare il dispositivo.

Luoghi

Home Page   >    Luoghi    >    Avellino (AV)
Search
Generic filters
Filtra i risultati:

Avellino (AV)

Comune campano e capoluogo dell'omonima provincia, Avellino si trova al centro di un'ampia conca intermontana dell'Appennino Campano ed è dominata dai monti Picentini e del Partenio. L'antico centro, dal tipico aspetto medievale, sorge su un breve terrazzo rialzato tra due torrenti (S. Francesco e Rigatore) del bacino del fiume Sabato ed è addensato attorno alla Cattedrale. Il terremoto del 23 novembre 1980 che colpì l'Irpinia provocò ingenti danni, rendendo necessaria una vasta ricostruzione della città. Nella sua storia, comunque, Avellino ha conosciuto anche altre devastazioni, non dovute soltanto a calamità naturali. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il 14 settembre 1943 la città subì il primo di cinque devastanti bombardamenti ad opera della RAF inglese nel tentativo di bloccare la ritirata delle truppe naziste nei pressi dello strategico Ponte della Ferriera. Le altre incursioni aeree si susseguirono nella stesso mese: il 15, il 17, il 20 e il 21 settembre 1943. Il bilancio complessivo fu di oltre 1.500 morti con gravi danni al patrimonio edilizio. Avellino e la sua provincia non furono risparmiate neanche dall'occupazione tedesca che comportò razzie, evacuazioni forzate, saccheggi, devastazioni. Vennero distrutte le miniere di zolfo e di tufo di Altavilla e la centrale elettrica di San Mango sul Calore. Si verificarono due scontri armati tra civili e truppe tedesche a Quindici e Montella; i comuni di Greci e Savignano vennero saccheggiati e altri casi di civili uccisi si riscontrarono ad Ariano Irpino e Nusco. Il 1° ottobre entrarono in città gli Angloamericani ponendo così fine ai bombardamenti. L'occupazione alleata comportò di fatto il controllo di tutte le istituzioni locali. Centrale fu anche il ruolo della Chiesa: il vescovo Luigi Bentivoglio non abbandonò mai la città e divenne interlocutore privilegiato del governo alleato. Altra figura avellinese di spicco fu Guido Dorso, componente del Fronte di Liberazione Irpino e fondatore dei giornali Irpinia democratica e Corriere dell'Irpinia.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • sito istituzionale del Comune di Avellino.

Fonti
Soci

Naviga in memorieincammino.it

Tutte le pagine che navigherai le ritroverai in quest'area.

Memorie in cammino
Right Menu Icon