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Asti (AT)

Comune italiano e capoluogo dell'omonima provincia in Piemonte, Asti si trova a circa 60 chilometri a sud-est di Torino, nella valle del fiume Tanaro. Localizzata in una posizione favorevole, la città sorge in mezzo alle celebri colline tra le Langhe e il Monferrato, famose in tutto il mondo per i loro vini. Asti divenne capoluogo di provincia nel 1935, staccando il suo territorio da quello di Alessandria. Era formata da 105 comuni (che diventeranno 120 nel dopoguerra) di piccole e medie dimensioni, in cui dominava da un punto di vista economico e sociale la piccola proprietà contadina. Le comunità rurali impregnate da un cattolicesimo tradizionalista arginarono la penetrazione dell'ideologia fascista mentre, tra le forze antifasciste, solo il Partito Comunista conservò durante il regime un'esile struttura clandestina, limitata però al capoluogo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943 con gli Alleati e l'occupazione germanica della città, Asti e il Monferrato vissero in pieno la guerra di Resistenza, i bombardamenti anglo-americani, la guerriglia partigiana, la persecuzione degli ebrei, le deportazioni e i rastrellamenti. Alle già dure condizioni imposte ai civili dalla guerra (come il razionamento dei generi alimentari), si aggiunsero le difficoltà dovute all'occupazione tedesca nell'Italia centro-settentrionale. Le forze naziste restrinsero il coprifuoco dalle 20 alle 6 e affissero manifesti per l'arruolamento. Furono occupati anche gli edifici pubblici, come le scuole, e il 12 novembre 1943 venne annunciata sulla Gazzetta d'Asti l'attuazione in Italia delle leggi razziali di Norimberga. L'Astigiano si presentava come un territorio con scarsi collegamenti tra la città e le campagne e questo fece sì che, dopo l'8 settembre 1943, il movimento partigiano si sviluppasse seguendo due direttrici distinte: da un lato l'attività clandestina del piccolo nucleo comunista che organizzò gruppi di operai e di gappisti in città; dall'altro la nascita di piccole bande di paese nelle campagne, formate per lo più da giovani sbandati e renitenti che si aggregavano intorno ad alcuni esponenti. Gli scioperi del marzo 1944 coinvolsero tutti gli stabilimenti astigiani e, a partire dall'estate, con la nascita del CLN provinciale e di molti CLN comunali, si registrò il tentativo da parte delle forze politiche di stabilire contatti con le diverse bande partigiane che agivano senza coordinamento sul territorio. Alla fine dell'estate il movimento partigiano risultava ormai strutturato in modo articolato e organizzato su tutto il territorio provinciale. Nel nord dell'Astigiano, in particolare, si realizzò la fusione delle bande locali con consistenti gruppi di partigiani garibaldini e GL, giunti dalle vallate alpine in seguito ai duri rastrellamenti subiti. Nel luglio del 1944 fu costituita la 45^ Brigata Garibaldi, che operò nella zona a nord-est del capoluogo e nella primavera dell'anno successivo si svilupparono i collegamenti con i gruppi di "ribelli" già attivi o in via di formazione che agivano nella zona a sud del Tanaro. Nella stessa estate del '44, dopo aver superato cruenti rastrellamenti, le formazioni partigiane riuscirono a liberare vasti territori del Piemonte. Una nuova ondata di rastrellamenti, scatenata ai primi del marzo 1945 nel nord della provincia e che interessò fino alla fine del mese tutto l'Astigiano, non riuscì a scompaginare il fronte partigiano. Asti venne definitivamente abbandonata dal presidio tedesco e dalle forze fasciste la sera del 24 aprile, mentre le prime formazioni partigiane entravano in città. Il 30 aprile anche le truppe americane arrivarono ad Asti.Bibliografia e approfondimenti:

  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • Agnese Argenta, Asti 1940-1945 Una città in guerra. I luoghi della memoria, Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Provincia di Asti-Comune di Asti 1995;
  • Mario Renosio, Colline partigiane. Resistenza e comunità contadina nell'Astigiano, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, FrancoAngeli Editore, Milano 1994;
  • Mostra permanente della Resistenza nell'Astigiano, Regione Piemonte, Comune di Asti-Assessorato alla Cultura.

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