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Arcevia (AN)

Conoscere Arcevia significa innanzitutto conoscere la storia di un territorio che è stato protagonista non solo nelle epoche più lontane, ma anche nel passato più recente. La partecipazione attiva dei suoi abitanti ai moti risorgimentali prima, e, più tardi, il contributo dato alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale hanno reso questa città una delle zone più interessanti dell'intera regione dal punto di vista memoriale e della storia contemporanea. I cittadini di Arcevia chiamati alle armi nell'ultimo conflitto mondiale furono circa 2.500. Di questi, 150 non fecero ritorno alle loro case, tra dispersi e caduti in combattimento sui vari fronti. Ma è soprattutto il contributo della gente di Arcevia alla guerra di Liberazione nazionale che rappresenta una delle pagine più gloriose della sua storia. Subito dopo l'8 settembre 1943, infatti, non tardarono a sorgere i primi nuclei partigiani e si costituì il Comitato di Liberazione Nazionale con la partecipazione di rappresentanti dei vari partiti antifascisti allora organizzati, presieduto da un noto antifascista e perseguitato politico, Mario Zingaretti, originario di Arcevia e sfollato in quel periodo da Ancona. Oltre alle formazioni partigiane, costituite da giovani stanchi della guerra e prigionieri stranieri riusciti a fuggire dai campi di concentramento (in particolare, quello di Arezzo), operavano sul territorio anche gruppi di azione patriottica (GAP), le cui prime azioni furono dirette al recupero delle armi, all'assistenza dei prigionieri stranieri e degli sfollati e all'approvvigionamento di viveri per la popolazione. Certamente favorirono il sorgere e lo svilupparsi della lotta partigiana sia la natura montagnosa del territorio, cosparso di fitte boscaglie di querce, di pino e di altri alberi, sia soprattutto le tradizioni patriottiche e progressiste risalenti al primo Risorgimento e il desiderio di giustizia sociale che si tradusse concretamente nella partecipazione diretta o nell'aiuto di molti contadini alla lotta di liberazione. Per questo appoggio della popolazione contadina alla Resistenza, decine di case coloniche furono date alle fiamme e molti abitanti persero la vita per aver dato alloggio ai partigiani. L'episodio più tragico della Resistenza arceviese, diventato l'emblema marchigiano della lotta di Liberazione, è senz'altro l'eccidio di Monte Sant'Angelo, avvenuto il 4 maggio 1944 e nel quale persero la vita 63 tra civili e partigiani italiani. Con la liberazione di Arcevia (5 agosto 1944) non ebbe però termine il contributo della sua gente alla lotta di Liberazione nazionale. Molti partigiani arceviesi decisero di continuare a combattere fino alla completa liberazione della Patria, arruolandosi nei reparti del ricostituito Esercito Italiano e in particolare nella Brigata Maiella che aveva partecipato proprio alla liberazione di Arcevia. Il 20 agosto del 1944 si costituì anche il plotone "Sant'Angelo" in ricordo dei martiri arceviesi. Il 14 novembre 1996 il Comune di Arcevia è stato decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per atti eroici durante la Seconda Guerra Mondiale. Infine, è stato allestito nel paese il "Centro di documentazione arte per la pace" al cui interno hanno trovato spazio raccolte di opere grafiche specificatamente dedicate ai temi della Resistenza e della pace degli artisti Treccani, Schiavoni, Fazzini, Mastroianni, Caruso, Albanese, Ciarrocchi, Guidi, Borgonzoni, Bianchi, Franchi, Tamburi, Zauli.Bibliografia e approfondimenti:

  • Anpi Marche, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, I luoghi della memoria. Itinerari della Resistenza marchigiana (a cura di Luisella Pasquini e Nazareno Re), Il lavoro editoriale, Ancona 2007;
  • Ruggero Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2005;
  • Sergio Sparapani (a cura di), La guerra nelle Marche 1943-1944, Il lavoro editoriale, Ancona 2005;
  • 4 Maggio 1944. L'eccidio di Monte Sant'Angelo. 60° Anniversario, a cura del Comitato per le Celebrazioni di Arcevia, Stampa Nova, Jesi (AN) 2004;
  • per ulteriori notizie di carattere istituzionale e turistico è possibile visitare il sito www.arceviaweb.it.

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