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Alba (CN)

Comune piemontese situato a circa 50 chilometri a sud-est di Torino, Alba è una cittadina di oltre 30.000 abitanti, secondo comune della provincia di Cuneo per popolazione dopo il capoluogo. Situata presso la confluenza del torrente Cherasca nel Tanaro, sorge per gran parte sulla riva destra del fiume su una vasta conca pianeggiante circondata dalle colline ricche di vigneti delle Langhe e del Roero. E' sede del Centro Nazionale di Studi sul Tartufo, Alba è considerata la "capitale" di questo ricercato tubero. A partire dagli anni Venti del '900, la città convisse con il regime fascista intraprendendo attività fieristiche di grande successo. Dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943 sul territorio operarono soprattutto i partigiani delle divisioni autonome. Nell'ottobre 1944, al culmine dell'esperienza della zona libera creata dalle unità partigiane nell'estate, il 1° Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini "Mauri" decise di occupare la città di Alba e dal 10 ottobre proclamò la repubblica indipendente. Successivamente vi presero parte anche le Brigate Garibaldi e le Brigate Giustizia e Libertà. Primo esempio costituitosi in Italia, la Repubblica partigiana di Alba ebbe però esistenza breve: 23 giorni - dal 10 ottobre al 2 novembre - al termine dei quali le forze della Repubblica Sociale Italiana ripresero il controllo della città. Il 15 aprile del 1945, alla vigilia dell'offensiva insurrezionale, unità delle formazioni Autonome, Gl e Matteotti, appoggiate da un reparto di paracadutisti alleati, attaccarono Alba, ma l'offensiva venne respinta. Il presidio fascista della città si arrese solo il 27 aprile. L'esperienza della Repubblica partigiana, raccontata anche dallo scrittore Beppe Fenoglio, valse ad Alba la Medaglia d'Oro al Valor Militare, attribuita alla città il 12 ottobre 1949 per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Di seguito la motivazione: "Centro delle Langhe ha vissuto l'epopea della lotta partigiana contro l'oppressore nazifascista simboleggiando l'eroismo ed il martirio di tutta la Regione. Rettasi a libertà per un mese, era poi attaccata da preponderanti forze e, con unanime decisione di popolo, preferiva alla resa offerta dal nemico il combattimento a fianco dei suoi figli militanti nelle forze partigiane. Cosciente del sacrificio, fiera nella resistenza durante lunghi mesi di lotta, superbamente confermava il retaggio delle centenarie tradizioni di valore guerriero. Alba, 8 settembre 1943-25 aprile 1945". Non va dimenticato, inoltre, che durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, il maresciallo dei Carabinieri di Alba, Carlo Ravera, salvò dalla deportazione numerose famiglie di profughi ebrei lì residenti in domicilio coatto dalla fine dell'agosto 1942. Invece di procedere al loro arresto secondo gli ordini ricevuti il 2 dicembre 1943, ne favorì la fuga con l'aiuto della moglie e di Beatrice Rizzolio, proprietaria del mulino locale. Per questo impegno di solidarietà, il 23 gennaio 1975, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza di Giusto tra le Nazioni al maresciallo Carlo Ravera, alla moglie Maria Ravera e a Beatrice Rozzolio.

Bibliografia e approfondimenti:
  • Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi (a cura di), Dizionario della Resistenza, 2 voll., G. Einaudi Editore, Torino 2001;
  • G. Parusso, Alba. Il Novecento. Appunti per una cronaca, Araba Fenice, Boves (CN) 2005;
  • sito web ufficiale del Comune di Alba (CN);
  • per approfondimenti è possibile consultare il portale dell'Associazione Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura "Beppe Fenoglio".Narrativa:
  • Beppe Fenoglio, I ventritrè giorni della città di Alba, G. Einaudi Editore, Torino 1952.

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