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Assedio societario
dal   18/11/1935

al   04/07/1936

Assedio societario è l'espressione usata dalla propaganda fascista per indicare le sanzioni economiche deliberate dalla Società delle Nazioni nell'ottobre 1935 e definite da Benito Mussolini come "inique sanzioni".

Attaccando l'Abissinia (Etiopia), che era membro della Società delle Nazioni, l'Italia aveva violato l'Articolo XVI dell'organizzazione medesima e, per questo motivo, il 18 novembre 1935 venne colpita dalle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni e approvate da 52 stati con i soli voti contrari di Austria, Ungheria, Albania e Paraguay.

Le sanzioni, che riguardavano principalmente gli scambi commerciali con l'estero, non risultarono del tutto efficaci in quanto numerosi paesi, pur avendole votate ufficialmente, mantennero buoni rapporti con l'Italia.

Inoltre, l'Italia continuò a trovare fornitori di materie prime nella Germania, ormai fuori dalla Società delle Nazioni, nell'Unione Sovietica e nei paesi dell'Europa orientale guidati da governi autoritari e dittatoriali di stampo fascista.

Per rispondere alle sanzioni venne dato il via all'autarchia economica, ovvero la realizzazione di un'economia autosufficiente e indipendente dalle importazioni estere. Furono avviati programmi di ricerca scientifica per lo sfruttamento delle risorse presenti nel territorio nazionale e coloniale e per lo sviluppo di nuovi materiali.

Vi fu anche la manifestazione denominata Oro alla Patria: questa consistette nel dono volontario, da parte di tutte le famiglie italiane, di alcuni oggetti in oro in modo da permettere alla nazione di sostenere i costi delle guerra in Africa e di far fronte alle difficoltà delle sanzioni.

Il 18 dicembre 1935, all'interno della campagna Oro alla Patria, fu proclamata la Giornata della Fede in cui, seguendo l'esempio della regina Elena, furono invitate tutte le donne, e non solo, ad offrire le proprie fedi nuziali. La cerimonia si svolse all'Altare della Patria a Roma e si rivelò uno dei momenti di massimo consenso degli italiani nei confronti del Fascismo. Persino le grandi personalità di quegli anni - Guglielmo Marconi, Luigi Pirandello, Gabriele D'Annunzio - offrirono il proprio oro come atto inequivocabile di solidarietà al regime.

Il 9 maggio 1936, con la conquista di Addis Abeba in Etiopia, fu proclamato l'Impero d'Italia e il 4 luglio, dopo poco più sette mesi dalla loro approvazione, la Società delle Nazioni abrogò le sanzioni.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Petra Terhoeven, Oro alla Patria. Donne, guerra e propaganda nella giornata della Fede fascista, Il Mulino, Bologna 2006;
  • Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943 Dall'Impero di Etiopia alla disfatta, G. Einaudi Editore, Torino 2005;
  • Pierre Milza, Serge Berstein, Nicola Tranfaglia, Brunello Mantelli, Dizionario dei fascismi. Personaggi, partiti, culture e istituzioni in Europa dalla Grande Guerra a oggi, Bompiani, Milano 2002;
  • Simona Colarizi, Storia del Novecento italiano. Cent'anni di entusiasmo, di paure, di speranza, BUR, Milano 2000;
  • G. Sabbatucci, V. Vidotto (a cura di), Storia d'Italia. 4 Guerre e Fascismo, Laterza Ed., Roma-Bari 1998.

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